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“Si può guarire dalla pedofilia?” Se ne parla nell'ultimo libro di Pacciolla

Il libro "Personalità, pedofilia e DSM5" sarà presentato dall'autore nella sua città natia, Mesagne, al teatro del Carmine ore 18 giovedì 22 dicembre

“Si può guarire dalla pedofilia?”. È l’argomento del nuovo libro dello psicoterapeuta A. Pacciolla, docente di psicologia della personalità presso l’università Lumsa di Roma. La domanda posta è molto ardua e di difficile risposta, in quanto il campo preso in considerazione è delicatissimo.

A parere del professore e psicoterapeuta si distinguono almeno cinque opzioni: sex offender con unico episodio, sex offender recidivo, sex offender seriale, pedofilo (attrazione sessuale nei confronti dei prepuberi), disturbo pedofilico (messa in atto dell’attrazione verso i prepuberi). È difficilissimo operare una diagnosi differenziale poiché questi soggetti mentono sempre anche di fronte all’evidenza; in più in molti casi di trattamenti apparentemente spontanei o collaborativi, i soggetti hanno dichiarato di aver mentito per avere sconti di pena o vantaggi speciali. Secondo il professore Pacciolla l’obiettivo generale dell’intervento psicoterapeutico punta su un maggior autocontrollo; ma non tutti guariscono, in quanto, è necessario una forte motivazione. Al pedofilo non pare un problema la sua condizione né le conseguenze recate, pertanto mancando il primo presupposto egli non ricorre al trattamento. Questa condizione indica egosintonia, cioè il disturbo appare come un problema per gli altri e non all’interessato. Si può parlare di cura, non di guarigione.

Tre obiettivi più specifici che il clinico propone concernono una maggiore consapevolezza dell’impulso, del danno che si crea e della necessità di essere sotto controllo o di un trattamento. La consapevolezza di come i processi cognitivi e comportamentali influiscono sul malessere riguarda tutti i disturbi, ed in particolare la pedofilia. Il processo metacognitivo su pensieri, emozioni e comportamenti propri e altrui è un’impresa molto ardua per tali pazienti in quanto non riescono a percepire il danno recato.

Se lo psicoterapeuta mantiene un atteggiamento non giudicante è possibile che il soggetto acquisisca più fiducia nel clinico e nella relazione, sviluppando più consapevolezza di sé, delle conseguenze delle sue azioni e del vissuto delle vittime. Questo è molto difficile perché i soggetti non avvertono né colpa né rimorso né sono capaci di empatia. Ciò insieme all’egosintonia rende difficile la psicoterapia. Inoltre va compresa la storia di vita, la personalità, eventuali abusi sessuali, la pervasività, l’impulso del pedofilo. Tali ingredienti contribuiscono sia nell’evoluzione della patologia che del suo decorso, in particolare nella capacità di autocontrollo.

Il professore Pacciolla indica dieci passaggi di una psicoterapia; tra questi si cita il coinvolgimento della famiglia o di chi è vicino al pedofilo nella comunità, col fine di creare una rete di collaborazione per monitorare i suoi movimenti e condividere le responsabilità. Il rapporto di fiducia e l’ascolto non valutativo è la tappa fondamentale per far sì che il pedofilo possa sentire una base sicura per esprimere se stesso: tale presupposto incentiva la metacognizione e il percorso di consapevolezza di azioni, pensieri ed emozioni. Il soggetto tenderà a mentire poiché è difficilissimo ammettere di aver avuto un rapporto sessuale col prepubero. Altro importante traguardo dopo la presa di coscienza, è l’autoregolazione dell impulso sessuale. L’intervento va nel senso di rafforzare il senso di responsabilità per i danni che può creare quel disturbo non voluto. Man mano che si giunge a questa consapevolezza aumenta la possibilità di guarigione per un sex offender e per un pedofilo. Non c’è un approccio di psicoterapia elettivo; importanti sono le premesse citate.

Questi alcuni spunti di ciò che descrive il professore e psicoterapeuta A. Pacciolla. Il libro “Personalità, pedofilia e DSM5” sarà presentato dall’autore nella sua città natia, Mesagne, al teatro del Carmine ore 18 giovedì 22 dicembre. Sarà un incontro centrato sulla tematica della pedofilia e delle dinamiche ruotano attorno al disturbo, puntando su una maggiore consapevolezza e conoscenza di una difficilissima realtà non solo clinica, ma quotidiana.

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