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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

L' idrovolante partirà nell'estate del 2015. Ma dal porto di Ancona

Ricordate il famoso progetto di collegamento del porto di Brindisi con altre località adriatiche con un idrovolante da 19 posti, volo sperimentale il 4 luglio del 2013? La banchina sistemata, il pontile galleggiante di attracco del velivolo alla Diga di Bocche di Puglia

BRINDISI – Ricordate il famoso progetto di collegamento del porto di Brindisi con altre località adriatiche con un idrovolante da 19 posti, volo sperimentale il 4 luglio del 2013? La banchina sistemata, il pontile galleggiante di attracco del velivolo alla Diga di Bocche di Puglia, le boe gialle? Sì, proprio quella piattaforma galleggiante trasformata subito dopo dai brindisini in una comoda “isola” per pic-nic di famiglia (chi prima arriva meglio alloggia) e pescate con la canna? Bene, la fase sperimentale ha convinto uno dei partner del progetto comunitario Adri-Seaplanes, quello che conta di più e cioè l’Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione civile, ad inaugurare la fase commerciale vera e propria la prossima estate, quella del 2015, con il collegamento tra il porto di Ancona e la Croazia.

L'idrovolante a Bocche di PugliaDa tenere presente che Ancona non è neppure uno dei partner di Adri-Seaplanes (che è una delle iniziative del progetto transfrontaliero Ipa Adriatico), ma si partirà da lì, ha stabilito Enac. Per ora non si parla né di Brindisi, né di Giulianova (la provincia di Teramo è la capofila di Adri-Seaplanes), né di Corfù, Bar e Valona. Sarà coinvolta probabilmente Pula, che è il partner di parte croata del progetto. L'Agenzia Croata per l'Aviazione Civile - riferisce l'Enac in una nota - ha presentato il progetto per l'attivazione di collegamenti tra le due coste del Mar Adriatico con i mezzi aerei che decollano e atterranno sull'acqua. L'avvio dei collegamenti, che al momento per la parte italiana coinvolgono il porto di Ancona, sarebbe previsto come già detto per la prossima stagione estiva.

L'Enac ha partecipato al progetto sperimentale "Adri-Seaplanes" - Implementing Seaplanes System in Adriatic Basin, “per valutare la fattibilità tecnica, economica e normativa di un sistema di trasporto realizzato tramite idrovolanti che colleghi alcuni porti dell'Adriatico attrezzati allo scopo, ha illustrato anche gli aspetti normativi che, ad oggi, trattano la materia nel nostro Paese. Nelle giornate di ieri e oggi, il direttore generale Alessio Quaranta, il vicedirettore Generale Benedetto Marasà e il direttore centrale Attività Aeronautiche Fabio Nicolai si sono recati a Zagabria per una serie di incontri con la Repubblica di Croazia, con l'Agenzia Croata per l'Aviazione Civile e con varie realtà del settore del trasporto aereo”.

Un cartello sulla boa che delimita la zona di attracco idrovolanti-2Toccherà mai a Brindisi? Qualche dubbio esiste. Da quanto si deduce, l’idrovolante non potrebbe ammarare direttamente nel porto medio per raggiungere la piattaforma di sbarco e imbarco perché esiste una interferenza evidentissima con il traffico diportistico collegato al marina di Bocche di Puglia, e probabilmente anche con il cono di atterraggio dell’Aeroporto del Salento. Infatti il 4 luglio del 2013 l’ammaraggio avvenne nel porto esterno e con l’assistenza di un mezzo della Capitaneria di Porto, quindi il Cessna “rollò” sino alla piattaforma doppiando Forte a Mare. Non resta che verificare se Brindisi è definitivamente tagliata fuori a causa di tale questo handicap, o se si troverà una soluzione diversa, magari per voli con Corfù e Valona.

Oltre alla Provincia di Teramo capofila, e all’Enac, gli altri partner del progetto Adri-Seaplanes sono l'Autorità Portuale di Brindisi; la Prefettura di Corfù (Grecia); il Porto di Bar (Montenegro); la Regione Puglia - Assessorato ai Trasporti; l'Autorità Portuale di Pula (Croazia); il porto di Valona (Albania); il Ministero dei Trasporti del Montenegro. Due milioni di euro i fondi stanziati per la sperimentazione del 2013.

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