Cronaca

"Siamo allo stremo": gli infermieri del Pronto soccorso protestano

"E' ora che venga prestata da parte di chi ha potere decisionale ed è responsabile della sanità brindisina, la giusta attenzione al Pronto soccorso della provincia". Il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, minaccia lo stato di agitazione se non verranno sciolte le numerose problematiche che attanagliano i Pronto soccorso

BRINDISI – “E’ ora che venga prestata da parte di chi ha potere decisionale ed è responsabile della sanità brindisina, la giusta attenzione al Pronto soccorso della provincia”. Il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, minaccia lo stato di agitazione se non verranno sciolte le numerose problematiche che attanagliano i Pronto soccorso degli ospedali Camberlingo di Francavilla Fontana e Perrino di Brindisi.

“Il personale infermieristico – si legge nella nota sindacale – è ormai allo stremo, insufficiente a gestire l’afflusso di utenza, che spesso inveisce contro di loro perché ritenuti responsabili dei disservizi”.

Per il NurSind, “è intollerabile che in un pronto soccorso come quello di Francavilla, un medico e due infermieri devono fare fronte a un bacino di utenza di oltre 100mila abitanti, mettendo a repentaglio la sicurezza degli operatori e degli utenti come successo il 7 gennaio scorso”.
Si chiede dunque a gran voce “che vengano rispettati gli utenti e tutti gli operatori ed una operatività decisionale per arrestare e provare ad invertire un declino più che mai evidente come in questo momento”. 

Per quanto concerne il Pronto soccorso del Perrino, vengono segnalate le seguenti anomalie: “Un afflusso di oltre 170 utenti, molti dei quali con codici di alta gravità”; “Una lista di circa 50/60 utenti in carico all’infermiere triagista che ne è responsabile all’affidamento al medico con le conseguenti responsabilità di controllo”; La mancanza di un’area di osservazione breve intensiva dotata di posti letto”; Ambulanze del 118 bloccate in attesa che si liberi una barella, divenute ormai insufficienti”.

All’azienda sanitaria vengono attribuiti “errori di organizzazione e programmazione” che “hanno lasciato il personale del Pronto soccorso in una situazione ingestibile con gravi colpe anche della Regione”. “E’ intollerabile – si legge ancora nel comunicato – in una tale situazione, spostare un infermiere dell’area di emergenza per coprire un turno vacante in un reparto dove oltretutto non si conoscono i pazienti ricoverati, creando pertanto non solo una situazione di pericolo professionale, ma una situazione di pericolo anche per il paziente”.

Per questo, dunque, “verrà proclamato lo stato d’agitazione degli infermieri dei Prono soccorso in assenza nelle prossime settimane di adeguati interventi”.

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