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L'agguato alla rotatoria: Borromeo sparò pensando di essere seguito

La sparatoria in via Da Vinci imputata ad Antonio Borromeo: presa di mira la Fiat Stilo di Lagatta per una brusca accelerata, a bordo Rillo e Maggi. Determinanti le immagini del Mc Donald’s del BrinPark

BRINDISI – “Dopo che ci ha sparato, siamo tornati indietro per farlo a buchi, ma stavano i carabinieri, era pieno e abbiamo sparato in aria”. Vendetta da consumare a stretto giro dopo i colpi di pistola che Antonio Borromeo aveva esploso contro la Fiat Stilo condotta da Antonio Lagatta, vista – per caso – sfrecciare in via Da Vinci, angolo con via dal Bono, nel rione Sant’Elia. E accelerare.

Stando a quanto ricostruito nell’ordinanza di arresto e precedentemente nel decreto di fermo, l’episodio avvenuto il 13 ottobre scorso, attorno alle 14,30, è da imputare a Borromeo che quel pomeriggio avrebbe incrociato per “pura coincidenza, a bordo di una Fiat Panda di colore Bianca, Lagatta alla guida di una Fiat Stilo Abarth di colore scuro e avrebbe “male interpretato un’accelerazione di quest’auto”.  Riteneva che Lagatta volesse seguirlo.

Lagatta, a sua volta, dopo gli spari  avrebbe voluto far sentire la sua voce, tramite le armi,  ma sarebbe stato costretto a desistere per via della presenza di diversi militari della zona. Per questo motivo si sarebbe limitato a sparare in aria, stando a quanto egli stesso dirà il giorno successivo a Diego Pupino, appartenente alla stessa fazione. I due sono stati intercettati in auto.

sparatoria sant'elia-2-2-2

Borromeo si sarebbe nascosto dietro la cabina di trasformazione Enel che si trova in prossimità dell’incrocio. Era armato. A quanto pare, da qualche tempo si muoveva con una pistola: una calibro 9x19 parabellum stando ai due bossoli trovati dai carabinieri nei pressi della cabina. Nei pressi dello spartitraffico è stato rinvenuto un frammento di camiciatura di ogiva con evidenti segni di rigatura della canna della pistola.

L’avvistamento di Lagatta sarebbe stato casuale: il gruppo opposto del quale avrebbero fatto parte Rillo e Maggi, quel giorno assieme a Lagatta, era stato poco dopo all’interno del McDonald’s del centro commerciale Brin Park, per dirigersi successivamente in via Sele. Qui è stata trovata, sempre quel pomeriggio la Stilo, ma nella fretta di lasciare l’auto è stato dimenticato “un giubbotto di colore blu e grigio, lo stesso che indossava Lagatta quando veniva ripreso dalle telecamere del McDonald’s”.

bossolo sant'elia sparatoria-2

Quella sparatoria sarebbe stata riferita da Lagatta a una terza persona, il cui nome non è stato riferito. Persona che, sempre stando a quanto emerso dalla conversazione intercettata, avrebbe chiamato in causa il padre di nome “Donato”. Il riferimento è a Donato Borromeo, estraneo alla vicenda, ma ritenuto in grado di “risolvere i contrasti in atto, così da trovare un accordo per evitare ulteriore aggressioni”.

Lagatta però aveva detto di lasciar perdere, “era ormai deciso a vendicarsi”: “Tanto lo devo sparare, è inutile che vai a parlare e che metti la patta, poi,  lo devo vedere e lo devo sparare. Non parlare con nessuno, devo passare pure per uno ‘mbucatone (uomo di poco spessore, ndr)”. Era diventata una questione d’onore.

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