Cronaca

Sicurezza, Polimeri Europa si adegua

BRINDISI – Il Tar di Lecce, prima sezione, pronunciandosi sulla richiesta di annullamento previa sospensiva di Polimeri Europa dei due provvedimenti del Ctr Puglia, che mettevano in mora l’azienda a fronte dell’incompletezza del Piano di sicurezza, ha dichiarato con ordinanza “l’insussistenza dell’interesse alla decisione della domanda cautelare” da parte degli stessi giudici amministrativi poiché la stessa Polimeri Europa ha ottemperato alle prescrizioni indicate nei provvedimenti del 28 ottobre e del 10 novembre 2011 del direttore del Comitato tecnico regionale. Polimeri Europa ha infatti provveduto presentando il nuovo Piano di sicurezza il 9 gennaio, ma ha anche realizzato alcuni interventi indicati.

BRINDISI - Il Tar di Lecce, prima sezione, pronunciandosi sulla richiesta di annullamento previa sospensiva di Polimeri Europa dei due provvedimenti del Ctr Puglia, che mettevano in mora l'azienda a fronte dell'incompletezza del Piano di sicurezza, ha dichiarato con ordinanza "l'insussistenza dell'interesse alla decisione della domanda cautelare" da parte degli stessi giudici amministrativi poiché la stessa Polimeri Europa ha ottemperato alle prescrizioni indicate nei provvedimenti del 28 ottobre e del 10 novembre 2011 del direttore del Comitato tecnico regionale. Polimeri Europa ha infatti provveduto presentando il nuovo Piano di sicurezza il 9 gennaio, ma ha anche realizzato alcuni interventi indicati.

Specifica infatti il Tar che "in relazione al contenuto dell'impugnato provvedimento del 28 ottobre 2011 di sospensione per mesi sei dell'impianto, la presentazione del Piano di sicurezza (effettuata il 9 gennaio 2012) produce il verificarsi della condizione cui era risolutivamente sottoposta la misura adottata quanto alle criticità concernenti i serbatoi F204, F205 e il gasometro F105 e le linee trasportatrici dell'olio FOK al pontile, determinando in ragione di ciò la possibilità di prosecuzione dell'attività, sicché deve darsi atto della cessazione delle esigenze cautelari".

Ma non solo: "Risulta, altresì, l'ultimazione del bacino di conferimento provvisorio atto a evitare il pericolo di spandimento del sodio-nitrito e che, quindi, anche per questo aspetto si è verificata la condizione risolutiva della disposta sospensione dell'attività dell'impianto, dovendosi quindi ugualmente dare atto della cessazione delle esigenze cautelari". Quindi non c'è più ragione di contenzioso. Il ricorso di Polimeri era in fondo un tentativo di spuntare le unghie agli enti preposti alla vigilanza sul rischio di incidenti industriali, ma solo nelle more della frenetica attività di regolarizzazione documentale e tecnica richiesta.

Il Ctr, su iniziativa delle forze politiche e della Regione Puglia, con il secondo provvedimento aveva allentato leggermente la presa per evitare che Polimeri Europa potesse dar corso alla fermata degli impianti già avviata, con le conseguenze immaginabili sulle maestranze dello stabilimento, che giustamente erano scese in agitazione, ma senza assolvere l'azienda dalle sue responsabilità. La società del gruppo Eni aveva quindi attivato le procedure richieste dal Ctr, ma aveva anche presentato un ricorso al Tar contro Ministero dell'Interno, Capitaneria di Porto Brindisi, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dello Sviluppo Economico, Prefettura di Brindisi, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Brindisi, Autorità Portuale di Brindisi, Dipartimento dei Vigili del Fuoco Direzione Regionale, Direzione Regionale del Lavoro della Puglia, difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, mentre per Polimeri Europa hanno agito gli avvocati Stefano Grassi e Cataldo Motta.

Una nota finale. Proprio in seguito alle tensioni scaturite in seguito alle reazioni delle aziende di fronte ai rilievi degli organi tecnici di controllo, BrindisiReport.it aveva lanciato un mini-sondaggio (ancora in pagina), per verificare le impressioni dei lettori rispetto alle rispettive responsabilità in tali vicende. Erano esagerate le reazioni delle aziende, o le misure assunte da Arpa (nel caso di Sanofi) e Ctr (Polimeri Europa)? La risposta è consultabile: esagerano le aziende, 64%, esagerati i controlli, 36%. Qui sotto l'ordinanza integrale del Tar di lecce, prima sezione.

Ordinanza Tar Polimeri-Ctr Puglia

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