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La Guardia Costiera sequestra la contestata vasca AqP del Pilone

Attività di polizia ambientale per preservare il sito in attesa delle decisioni del pubblico ministero

PILONE (Ostuni) – Il Nucleo operativo di polizia ambientale (Nopa) della Guardia Costiera di Brindisi è intervenuto nella giornata di venerdì 9 marzo in località Pilone, sottoponendo a sequestro con finalità di preservare lo stato dei luoghi prima dell’intervento del pm, il cantiere in cui l’Acquedotto Pugliese , tramite la ditta Opa Infra Srl, sta realizzando la contestatissima vasca di raccolta dei liquami, in un sito emblema di quel tratto della costa di Ostuni, vale a dire la storica Torre S. Leonardo, e nell’area del Parco regionale delle Dune costiere.

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Si sa poco di questa attività preliminare e d’ufficio svolta dagli investigatori ambientali della sezione di Brindisi del Nopa, che si sono anche recati presso i servizi tecnici del Comune di Ostuni, si presume per acquisire elementi circa l’iter autorizzativo della vasca, che si trova a poche decine di metri dalla spiaggia e dal mare, nonché a ridosso di alcune abitazioni del Pilone e della piazzetta della torre, dove si fermano in estate turisti e bagnanti.

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Certo è che si è giunti ad uno snodo, con il sequestro di venerdì, di una annosa vicenda che contrappone da una parte gli enti locali interessati (Comune di Ostuni e Provincia), la Regione Puglia e ovviamente l’Acquedotto Pugliese, alla maggior parte degli abitanti del Pilone. Anche questa volta si presume di tratti di constatazione di ipotesi di reati ambientali: già nel giugno del 2017 era scattato un sequestro preventivo da parte dei carabinieri forestali, seguito da un dissequestro a settembre.

Il video del cantiere sotto sigilli

Questa volta c’è anche un esposto inoltrato proprio alla Capitaneria di Porto di Brindisi dal Comitato per la salvaguardia della spiaggia del Pilone, che si batte per lo spostamento della vasca in altro sito, atto che è molto probabilmente alla base dell’iniziativa della polizia ambientale della Guardia Costiera. Da rilevare, ma forse è più giusto dire ricordare, l’esistenza sin dall’inizio di questa vicenda di un progetto alternativo fatto redigere dal comitato, per evitare ciò che viene ritenuto un grave vulnus agli equilibri ambientali dell’area, in piena area protetta, in  un tratto di costa ad alta densità turistica.

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Dal canto suo, l’Acquedotto Pugliese ha sempre sostenuto che non vi erano alternative tecniche per ubicare una vasca di raccolta dei liquami del villaggio Pilone, mentre il comitato ritiene di aver ampiamente dimostrato il contrario. Il progetto alternativo è stato presentato anche in Commissione ambiente del Senato alcuni mesi addietro, e la stessa commissione di Palazzo Madama avrebbe dovuto valutare e compararlo con quello dell’AqP. Ma ciò non è avvenuto, almeno sino a questo momento, mentre il Ministero dell’Ambiente dichiara la propria incompetenza nel contenzioso.

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Sarà ancora una volta la magistratura a sciogliere il nodo? I lavori sono già in fase avanzata, ma il comitato chiede che ne venga verificata intanto la corrispondenza piena al Testo unico sull’Ambiente. Come riassunto poc’anzi, qualche tempo addietro è stato riscontrato un adempimento nel trasporto e nello smaltimento dei materiali di scavo, e ora non si sa se lo smaltimento in mare dell’acqua di falda affiorante nello scavo per semi interrare le vasche – autorizzato pare dalla Provincia – sia effettivamente legittimo.

Il Pilone

Certo sconcerta che un comune ad alto richiamo turistico anche per la propria costa (numerose e meritate Bandiere Blu e Cinque Vele) oltre che per le bellezze dell’entroterra e del centro storico come Ostuni non abbia preteso una soluzione alternativa da parte di AqP. Basta guardare foto e video che alleghiamo per capire quale sia l’impatto dell’opera sul sito. Tra l’altro, la vicinanza al mare (poche decine di metri) fa temere che in caso di sovraccarico o guasto i liquami possano contaminare la vicina spiaggia e le acque costiere.

Spiaggia del Pilone-2

Le ragione di dotare di un servizio certamente essenziale un villaggio esteso come quello del Pilone n on può essere prevalente sull’esigenza di trovare una soluzione alternativa a quella adottata dall’AqP, in modifica all’ubicazione originaria della vasca. L’amministrazione comunale deve giustamente preoccuparsi di dotare di un impianto moderno l’insediamento, ma non ha certo convinto i residenti sul punto che quella scelta sia stata la soluzione più equilibrata. Non bisogna dimenticare che Ostuni è un luogo che è nel cuore di molti anche in tante regioni e città italiane, oltre che di frequentatori stranieri. La città non ci guadagna certo in fama.

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Va sempre ricordato, inoltre, che AqP ha compiuto la stessa operazione a Specchiolla, una delle marine della costa di Carovigno, dove le pompe di sollevamento delle reti fognarie di questa località costiera, di Pantanagianni e di Santa Sabina, sono state realizzate a ridosso del lungomare e a poche decine di metri da uno stabilimento balneare, sito scelto in seconda battuta rispetto alla prevista, originaria ubicazione, per essere poi collegate al depuratore di Bufalaria.

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