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Cronaca

Sigilli al gazebo del bar “Vertigo”

BRINDISI – Scattano i sigilli per il gazebo, di uno dei locali più frequentati dalla movida del lungomare Regina Margherita, il noto bar “Vertigo”. Il sequestro penale preventivo, disposto dal pm Luca Buccheri, è stato eseguito dalla polizia municipale di Brindisi perché il locale era privo di autorizzazione e non aveva pagato l'occupazione di suolo pubblico. La struttura occupa 54 metri quadri della strada senza, tuttavia, essere mai stata autorizzata, in violazione al nuovo regolamento comunale e al Testo unico sull'edilizia.

BRINDISI ? Scattano i sigilli per il gazebo, di uno dei locali più frequentati dalla movida del lungomare Regina Margherita, il noto bar ?Vertigo?. Il sequestro penale preventivo, disposto dal pm Luca Buccheri, è stato eseguito dalla polizia municipale di Brindisi perché il locale era privo di autorizzazione e non aveva pagato l'occupazione di suolo pubblico. La struttura occupa 54 metri quadri della strada senza, tuttavia, essere mai stata autorizzata, in violazione al nuovo regolamento comunale e al Testo unico sull'edilizia.

In seguito ai precedenti controlli, i vigili urbani avevano constatato l'occupazione abusiva del gazebo e avevano anche intimato il proprietario a mettersi in regola. Da qui i sigilli a tavoli e sedie sul lungomare Regina Margherita a uno dei più noti bar brindisini. La polizia municipale, guidata dal comandante Teodoro Nigro, ha dato esecuzione al sequestro preventivo in tarda mattinata.

Il reato ipotizzato è quello di occupazione abusiva continuata nel tempo, nonostante dopo i controlli dei vigili urbani, il proprietario fosse stato sollecitato a mettersi in regola. Quest'ultimo ha anche presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar), che è rigettato successivamente dall'organo giurisdizionale. Inevitabile il provvedimento di sequestro preventivo da parte della procura di Brindisi.

I brindisini dovranno pazientare, da oggi in poi niente più drink e gelato seduti fuori dal Vertigo, almeno sino a quando non ci saranno le autorizzazioni richieste e la procura non autorizzerà l'eventuale dissequestro. In una vicenda analoga fu coinvolto per due anni consecutivi un altra delle attività sul lungomare: il Bar Betty.

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