Sindacati contro il piano di riordino ospedaliero: volantinaggio anche a Brindisi

Nella giornata odierna, 7 dicembre, si è svolta la mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil sui temi della sanità

Riceviemo e pubblichiamo una nota delle organizzazioni sindacali sulla mobilitazione unitaria riguardante le problematiche della sanitò che si è svolta stamani a Brindisi

Anche a Brindisi nella giornata odierna, 7 dicembre, si è svolta la mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil sui temi della sanità. Temi trasversali per chi svolge funzione di rappresentanza sociale e stamattina presso i presidi ospedalieri di Brindisi, Francavilla Fontana, Mesagne, S.Pietro, Fasano, Ostuni, Ceglie e il centro ambulatoriale di Via Dalmazia, tutte le categorie sindacali sono state impegnate a fare volantinaggio per informare i cittadini della battaglia regionale che si sta portando avanti da mesi contro un piano di riordino ospedaliero che non dà risposte concrete al bisogno di cura delle persone. 

Protesta che lunedì 12 dicembre prossimo vedrà arrivare pullman da tutta la Puglia sotto la sede della Presidenza della Regione Puglia affinché i cittadini possano testimoniare il forte disappunto e disagio direttamente al Presidente Emiliano. In questi mesi le proposte sindacali, che rivendicavano una riorganizzazione complessiva del sistema sanitario pubblico che attenuasse le criticità evidenti in cui operano le  Asl, al di là dei diktat ministeriali, non sono state recepite.

Cgil, Cisl e Uil, a Brindisi, hanno da sempre contestato la proposta di Piano di riordino regionale evidenziando che con la percentuale  più bassa di rapporto posti letto/abitanti, con l’ aumento esponenziale di patologie, con i servizi territoriali che non funzionano,con le lunghe liste d’attesa, con il personale che manca,  non può essere ancora penalizzata con il taglio di tre ospedali su 8 che vengono chiusi in Puglia! 

Rivendicazioni  che fanno parte integrante della piattaforma unitaria regionale presentata ad Emiliano i cui  i sindacati chiedono di riprogrammare l’offerta sanitaria proponendo un Piano di riordino che: riqualifichi la spesa di beni e servizi combattendo sprechi e ruberie; riequilibri su base territoriale il numero dei posti letto della rete ospedaliera; riorganizzi e rifondi la Medicina Territoriale, riconvertendo contestualmente gli Ospedali chiusi e da chiudere in presidi territoriali di assistenza; preveda un intervento straordinario di assunzione di personale sanitario, per far fronte ai 5.000 posti vacanti; abbatta le liste di attesa con progetti finalizzati e verificabili; acceleri le procedure sulla centrale unica degli acquisti; ridisegni la sanità privata, abbatta la mobilità passiva elevando i punti di eccellenza.

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