Cronaca

Peritas: licenziamenti e "imposizioni organizzative". Sindacati all'attacco

I sindacati Femal Cisl e Uiltec Uil denunciano "imposizioni organizzative unilaterali" da parte dei responsabili della Peritas srl, società brindisina attiva nella produzione di ammoniaca, urea e acqua demineralizzata. In una nota stampa firmata da Emiliano Giannoccaro (Femca Cisl) e Carlo Perrucci (Uiltec Uil) vengono segnalati una serie di disagi patiti dai lavoratori

BRINDISI – I sindacati Femal Cisl e Uiltec Uil denunciano “imposizioni organizzative unilaterali” da parte dei responsabili della Peritas srl, società brindisina attiva nella produzione di ammoniaca, urea e acqua demineralizzata. In una nota stampa firmata da Emiliano Giannoccaro (Femca Cisl) e Carlo Perrucci (Uiltec Uil) vengono segnalati una serie di disagi patiti dai lavoratori, costretti, secondo i sindacati a sostenere ore di straordinari per sopperire il licenziamento di lavoratori anziani con anni d’esperienza. Nella nota stampa su fa cenno anche uno sversamento di ammoniaca da un’autobotte avvenuto lo scorso agosto, “con il rischio di infortunio per il lavoratore   - affermano i sindacalisti - ed un probabile inquinamento ambientale”.

“Pensavamo  - si legge nel comunicato - che la Società Peritas una volta uscita da una fase di difficoltà economica e produttiva, cambiasse modo di comportarsi nei confronti dei lavoratori e del Sindacato.  Soprattutto considerando che i lavoratori in primis hanno contribuito fattivamente al superamento delle difficoltà economiche dell’azienda, prestando puntualmente la propria opera senza percepire le retribuzioni mensili alla scadenza naturale, maturando così crediti e ricorrendo più volte alle conciliazioni individuali per dilazionare le spettanze dovute”.

Ma al contrario, da quanto si legge nel comunicato, i rapporti  fra l’azienda e i sindacati sono rimasti tesi. Quest’ultimi sostengono infatti che sia iniziata “ una fase d'imposizioni organizzative unilaterali che sfiorano anche elementi di sicurezza così come accaduto nel mese di agosto, quando si è verificata la fuoriuscita di ammoniaca dall'autobotte con il rischio di infortunio per il lavoratore ed un probabile inquinamento ambientale”.

“Speravamo – proseguono Giannoccaro e Perrucci - che le nuove assunzione fatte dalla società, sarebbero servite per sostenere maggiormente l'impegno operativo visto la particolarità degli impianti e le sostanze che si trattano.  Invece la strategia aziendale è stata quella di licenziare i lavoratori anziani con tanti anni di esperienza e mantenere a lavoro i nuovi assunti eliminando di fatto posti di lavoro, obbligando i lavoratori rimasti a fare ore supplementari per sopperire alla riduzione di organico per i licenziamenti avvenuti”. 

Nella nota viene avanzato il sospetto che i lavoratori siano stati licenziati “perché iscritti al sindacato o addirittura perché avevano un ruolo di Rsa”.

“Certo è che  - proseguono i rappresentanti sindacali - in questo modo si stravolgono le regole contrattuali,on solo, eludendo di fatto più volte le richieste sindacali di confronto sulle tematiche organizzative ed operative attuate senza nessuna informazione preventiva al sindacato”. 
I sindacati rimarcano dunque la necessità “di avere un tavolo di confronto serio e sereno, perché attraverso una nuova organizzazione del lavoro si possa meglio distribuire il personale migliorando nel contempo anche l'aspetto produttivo

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