Rifiuti sulla litoranea, una piaga: nuovo appello del sindaco

La mappa tracciata dal Comune è un nuovo segnale di allarme. Ma senza pugno di ferro la situazione non cambierà

BRINDISI – Magari sono tra quelli che strillano per la propria condizione sociale, chiedendo sussidi, accusando il Comune di questo e di quello. Poi, in realtà, a senso civico stanno a zero, e creano danno sia all’igiene pubblica che all’immagine della città. Sono i responsabili dell’infinito fenomeno dell’abbandono di rifiuti lungo la litoranea nord della città, per il quale occorrerebbe una specie di “operazione Primavera” affinché sia stroncato una volta per tutte, cominciando a passare alle denunce penali piuttosto che alle sole sanzioni amministrative.

Se ne lamenta, il sindaco Riccardo Rossi sulla sua pagina Facebook, pubblicando la mappa dei siti di abbandono lungo la strada provinciale che costeggia il litorale brindisino.  “Questi sono alcuni dei punti di abbandono rifiuti sulla litoranea, individuati dal Settore Ambiente del Comune di Brindisi. Mi riferiscono che non siano nemmeno tutti. La mappatura serve per procedere alla bonifica e al posizionamento della video sorveglianza”, scrive Rossi.

mappa abbandono rifiuti sulla litoranea-2

“Questa immagine è davvero drammatica, la città esprime tanto il suo desiderio di essere riconosciuta per la sua bellezza, ma c’è una parte di cittadinanza che ha scambiato la litoranea, con le sue spiagge e la macchia mediterranea, per una discarica a cielo aperto. Eppure queste persone si sono prese il disturbo di caricare nell’auto i loro rifiuti, anche ingombranti, e portarli fin lì, quando esiste un centro raccolta rifiuti che serve proprio a conferire correttamente tutto il materiale che non si sa dove smaltire.”

Prosegue il sindaco: “Esiste il servizio a domicilio di ritiro rifiuti ingombranti e abbiamo installato le isole ecologiche. Potremmo sentirci sconfitti da questa immagine ma non dobbiamo cedere, perché Brindisi merita di più, perché la città è fatta anche da tanta gente che la ama, ma dobbiamo essere insieme in questa battaglia di civiltà. Tutti e tutte responsabili della cura della bellezza, diventando esempi virtuosi.”

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