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L'arrivo del feretro in chiesa

L'arrivo del feretro in chiesa

Sirene spiegate per l'addio a Tonino

SAN PIETRO VERNOTICO – La chiesa gremita di gente, saracinesche abbassate in segno di lutto, volti rigati dalle lacrime. Occhi rossi di dolore, rabbia, solidarietà per una famiglia che ha perso in modo del tutto inaspettato un padre, un marito, un figlio, un fratello. L'intera comunità sanpietrana, oggi, ha salutato per l'ultima volta l'autista del 118, Antonio Cennoma, 46 anni conosciuto da tutti come Tonino, deceduto il 4 ottobre scorso dopo aver lottato per la vita per un lungo mese nel reparto di rianimazione dell'ospedale Perrino di Brindisi.

SAN PIETRO VERNOTICO - La chiesa gremita di gente, saracinesche abbassate in segno di lutto, volti rigati dalle lacrime. Occhi rossi di dolore, rabbia, solidarietà per una famiglia che ha perso in modo del tutto inaspettato un padre, un marito, un figlio, un fratello. L'intera comunità sanpietrana, oggi, ha salutato per l'ultima volta l'autista del 118, Antonio Cennoma, 46 anni conosciuto da tutti come Tonino, deceduto il 4 ottobre scorso dopo aver lottato per la vita per un lungo mese nel reparto di rianimazione dell'ospedale Perrino di Brindisi.

Tonino è morto per salvare un'altra vita. Il 29 agosto scorso precipitò da un terrazzo mentre cercava di salvare una donna che minacciava il suicidio. I suoi concittadini non potevano, oggi, non essere al suo funerale. Per un mese tanti hanno pregato perché si salvasse, perché tornasse dalla sua famiglia e perché il suo gesto estremo fosse ripagato. Non c'è l'ha fatta. E il dolore, oggi, era di tanti.

La salma dell'autista del 118 dell'ospedale di San Pietro è giunta intorno alle 9 alla chiesa Santissimi Angeli Custodi di via Brindisi. Ad attenderlo una folla numerosa di gente commossa e addolorata. I suoi colleghi, tutti in divisa, lo hanno portato in spalla fino all'altare. Tutte le associazioni di volontariato hanno presidiato il cortile antistante la Chiesa. La famiglia ha dispensato dalle visite ma tutti hanno voluto stringere e abbracciare i suoi figli, Elena e Antonio, la moglie Loredana, il suo papà Antonio, la mamma Anna, la sorella Paola. I nipoti.

Una morte assurda quella che ha strappato Tonino alla vita a cui nessuno, oggi, voleva ancora credere. Con la sua ambulanza ha salvato tante di quelle persone che oggi era quasi impossibile non rendere grazie al buon autista del 118. Quel soccorritore dalla faccia buona che aveva sempre una parola rassicurante davanti a un viso preoccupato per la sorte del proprio congiunto in preda a un malore. Correva alla velocità della luce perché ogni paziente che trasportava era per lui come un padre, un figlio, una mamma. Lo ricordano così i sanpietrani.

"Non ci troviamo davanti a un eroe, né a un gesto eroico, ci troviamo, invece, davanti a una vita caratterizzata profondamente dall'amore. Un amore prima di tutto per la famiglia, per il proprio lavoro, per gli amici. Se qui oggi siamo in tanti è certamente perché abbiamo trovato posto nel cuore grande di Tonino, un amore senza calcolo, un amore senza tornaconto, un amore che spinge oltre, un amore che proprio perchè disposto a dare la vita avvicina a quello di Gesù, e rende Tonino un segno per noi, per tutti noi", ha detto il parroco nell'omelia.

"Un segno di amore che lascia una traccia profonda in questa nostra società che sta perdendo di vista quei valori fondamentali che l'hanno sempre caratterizzata. La solidarietà, l'altruismo, la pace, il perdono, la dedizione, la ricerca del bene comune, la gioia dell'amicizia sincera, la fiducia, la generosità. Amare la vita, difendere la vita, sostenere la vita, donare vita. È il senso più bello che possiamo dare al nostro passaggio qui sulla terra. È il segno più bello che possiamo trasmettere alle nuove generazioni".

Questo ha letto nella morte di Antonio Cennoma don Vincenzo Marinaci. Non potevano esserci parole di conforto ma la presenza di centinaia e centinaia di persone ha scaldato il cuore di chi oggi piange una morte apparentemente ingiustificata. Il papà, che si chiama Antonio come il figlio perduto, persona molto noto in paese, ex falegname e proprietario di un negozio di ferramenta, ha portato il feretro in spalla insieme ai colleghi del 118, dall'altare fino al carro funebre.

Un applauso e le sirene delle ambulanze, davanti a tutte quella di Tonino, hanno accolto l'uscita della bara dalla Chiesa. Poi, in silenzio, il corteo si è avviato verso il cimitero. Per salutare ancora l'autista buono del 118 che se ne è andato per sempre. Sulle dinamiche del tragico incidente indaga la procura di Brindisi, ma non era oggi la giornata per parlarne,

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