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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Presidio in sostegno di Mimmo Lucano in piazza a Brindisi

Potere al Popolo Brindisi invita la cittadinanza lunedì 15 ottobre alle ore 17.30 a piazza S. Teresa

BRINDISI - Potere al Popolo Brindisi invita la cittadinanza lunedì 15 ottobre alle ore 17.30 a piazza S. Teresa, per un presidio in sostegno di Mimmo Lucano, sindaco di Riace e per chiedere l'immediata revoca degli ingiusti arresti domiciliari.
Riace, dagli anni ’60 ha subito una continua emigrazione e sembrava destinato a spopolarsi sino a morire. L’amministrazione Lucano, negli ultimi 15 anni, è riuscita a salvare il suo comune rendendolo un luogo vivo e vivace grazie all'accoglienza. Un luogo che affascina chiunque ci vada.

Gli stessi ispettori della prefettura di Reggio Calabria hanno scritto:
«Riace è così, è un microcosmo strano e composito, che ha inventato un modo per accogliere e investire sul proprio futuro» ed ancora: «Si ritiene, per concludere, che l’esperienza di Riace sia importante per la Calabria e segno distintivo di quelle buone pratiche che possono far parlare bene di questa Regione ». L'economia è cresciuta, si sono creati nuovi posti di lavoro e questo tenendo fuori la criminalità organizzata e la corruzione. Tutto ciò senza cementificare ed inquinare, anzi migliorando la salvaguardia dell’ambiente. Sono aumentati i servizi e si sono ridotte le tasse; si sono recuperate abitazioni in via di disfacimento e riqualificato il paese.
A studiare il “modello Riace” sono venuti dall’estero, gli sono stati dedicati film, fiction televisive (poi censurate) e libri. Eppure oggi il sindaco Lucano è agli arresti domiciliari ed i finanziamenti previsti per il comune di Riace bloccati dalla prefettura.


Il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari ed il procuratore di Locri Luigi D’Alessio hanno indagato approfonditamente su Riace e l’attività della sua amministrazione ed hanno scoperto che Lucano non mandava via i migranti una volta finito il piano se non prima aver trovato loro una destinazione certa. Con i 35 euro non solo garantiva loro una vita dignitosa con l'accoglienza diffusa ma col denaro in eccedenza, e non avrebbe dovuto, creava strutture per produrre occupazione come il frantoio, la fattoria didattica e tanto altro.
La cosa certa, si evince dalle carte della prefettura e del tribunale, né Mimmo Lucano, né nessun altro si è arricchito o ha sfruttato la situazione per fini personali e soprattutto la criminalità organizzata è stata tenuta fuori dal comune di Riace.
Questa è dunque la vera colpa di Mimmo Lucano: dimostrare che si può ben amministrare e creare una economia solidale ed una società inclusiva. L'arresto di Mimmo e la sospensione dei fondi, hanno paralizzato il modello Riace. Si tratta di un vero e proprio accerchiamento che non può non essere inquadrato dentro una cornice di vera e propria persecuzione politica. Si vuole smantellare un’esperienza, un modello, un sogno sotto la cappa di una presunta legalità...se le leggi producono ingiustizie noi siamo per la disobbedienza civile!

Martedì 16 ottobre il Tribunale del Riesame si pronuncerà sugli arresti di Mimmo Lucano.
Noi stiamo dalla parte di Mimmo Lucano, con Riace e con quello che rappresenta. Chiediamo dunque che la situazione di blocco venga risolta e soprattutto che Mimmo Lucano venga al più presto liberato! 

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