Cronaca

Società di Storia Patria, 80 anni di studi: la vera carta d'identità di Brindisi

Ottant’anni fa nasceva la sezione brindisina della Società di Storia Patria per la Puglia. Per l’importante ricorrenza, la Società ha promosso un convegno, il trentanovesimo colloquio di studi e ricerca storica, i cui lavori sono stati coordinati e introdotti da uno dei giovani soci del sodalizio culturale, Giuseppe Rollo

BRINDISI - Ottant’anni fa nasceva la sezione brindisina della Società di Storia Patria per la Puglia. Per l’importante ricorrenza, la Società ha promosso un convegno, il trentanovesimo colloquio di studi e ricerca storica, i cui lavori sono stati coordinati e introdotti da uno dei giovani soci del sodalizio culturale, Giuseppe Rollo. Al convegno sono intervenuti, per gli indirizzi di saluto, il prefetto di Brindisi, Nicola Prete, che ha ricevuto dal presidente della Società, Giacomo Carito, il diploma di socio onorario (un’opera eseguita a mano da Antonio Mingolla) e l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Brindisi, Gioacchino Margarito.

Nicola Prete mentre riceve il diploma di socio onorario-2Per il prefetto Nicola Prete, spesso presente agli appuntamenti della Società poiché appassionato di studi storici, quando si parla di storia, specialmente di quella patria, “dobbiamo essere attenti ad ascoltare, imparare, capire qual è il percorso storico che ci ha portato a essere quelli che siamo”. I saluti dell’amministrazione comunale e del sindaco sono stati portati invece dall’assessore Margarito, che ha ricordato alcune note definizioni del concetto di storia, da quella di Nietzsche a Sant’Agostino a Montesquieu, soffermandosi sull’importanza della collaborazione del cittadino con le istituzioni per il futuro della politica.

Il coordinatore Giuseppe Rollo-2Giuseppe Rollo ha ripercorso i momenti fondamentali della storia delle Società di storia patria istituite nel 1935 dall’allora ministro dell’Educazione nazionale, Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon, con il nome di Regie Deputazioni di Storia Patria nell’ambito di un generale progetto di accentramento degli studi storici nazionali. “La nostra sezione di Brindisi”, ricorda Rollo, “fu istituita insieme ad altre sezioni pugliesi, le sezioni locali, con decreto ministeriale del 27 settembre dello stesso anno. Come primo presidente della Regia Deputazione di Storia Patria per le Puglie avemmo il professor Gennaro Maria Monti”. Monti, ricorda ancora Rollo, “si diede subito un programma molto ambizioso: la pubblicazione delle fonti storiografiche medievali più importanti della Puglia”.

Il tavolo dei relatori-6L’attuale presidente della sezione brindisina, Giacomo Carito, ha invece ricordato che le società di storia patria hanno le loro radici nelle Commissioni provinciali di archeologia e storia patria distribuite un po’ dappertutto  nel primo decennio post-unitario, prima fra tutte in Puglia quella di Lecce in cui era presente il duca Sigismondo Castromediano.  Carito ha quindi ricordato la figura di Giovanni Tarantini, Giuseppe Nervegna, Baldassarre Terribile di Ugo Bono.

L'intervento di Domenico Urgesi-2Il presidente della Società storica di Terra d’Otranto, Domenico Urgesi, ha ricordato Pier Fausto Palumbo, commissario della deputazione pugliese dal 1946 e nominato in seguito, nel 1950, presidente della Società di Storia Patria per la Puglia. Urgesi si è soffermato sul tema centrale che Palumbo propose sin dal primo numero durante la sua direzione della rivista “Europa”: la ricostruzione italiana e la ricostruzione europea. Il presidente della Società ha ricordato quindi la missione perseguita da Palumbo nella propria vita: ossia la cultura come impegno civile, e ciò che l’intellettuale ripeteva spesso: “Rintracciare le fonti inedite, pubblicare le fonti ancora sconosciute e ristampare quelle già note ma dimenticate, corredandole di un’analisi critica meticolosa non solo esegetica ma anche comparativa”.

L'intervento di Antonio Caputo-2Il professore Antonio Mario Caputo, segretario della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, ha relazionato sulla vicenda di Ugo Bono, “uomo politico di grande spessore culturale”.  Caputo ha ricordato le origini nobili, da parte di madre, dell’onorevole Ugo Bono, gli studi universitari in giurisprudenza nella prestigiosa Università di Bologna a soli ventidue anni e gli inizi della pratica forense nel tribunale di Lecce. Poi il ritorno a Brindisi, sua città natale, nel 1906, e il suo essere un uomo polivalente.

Caputo ha raccontato che al termine della Prima guerra mondiale l’avvocato Ugo Bono spiccò “un notevole salto professionale”, spostandosi tra Francia e Inghilterra per tutelare gli interessi di una società di navigazione brindisina. Nel periodo fascista Bono, “pressato da varie personalità locali e romane, ne sposa la causa e dal 24 maggio 1929 al 2 marzo 1939, precisamente nella ventisettesima, ventottesima e ventinovesima  legislatura del Regno d’Italia, è deputato al Parlamento”.  E in prosegui senatore. Nel 1935 il ministro Cesare Maria De Vecchi gli conferì la nomina di Presidente della Società di storia patria per la Puglia-sezione di Brindisi.

Caputo sottolinea l’impegno di Bono in Parlamento per  valorizzare la città,  come sollecitò la realizzazione del Monumento nazionale al Marinaio d’Italia e come perorò a Roma, il raddoppio della linea diretta ferroviaria che congiungesse Lecce a Brindisi. Linea che sarà realizzata molti anni dopo. Caputo ricorda infine la lettera di riabilitazione a firma di Luigi Einaudi ricevuta dal figlio di Bono, lettera nella quale si specificava che durante il ventennio Ugo Bono aveva sempre svolto la sua attività operando per il bene della comunità . “La decisione del presidente Luigi Einaudi terrà conto di quanto il Bono si fosse adoperato in favore degli ebrei italiani”, conclude Caputo, “sfidando le famigerate leggi razziali”.

L'intervento di Mario Pennetta-2L’avvocato Mario Pennetta, ha relazionato su Ercole Pennetta, suo padre,  “uomo di cultura e di grande umanità” che assunse la presidenza della sezione di Brindisi fino alla morte per infarto cardiaco. Pennetta ha ricordato come il padre si dedicò alla ricerca storica con impegno ed entusiasmo. Anche Giuseppe Marzano, pittore e scultore, ha ricordato suo padre, l’avvocato Gabriele Marzano, che succedette a Ercole Pennetta. Gabriele Marzano nato a Monteroni il primo Marzo 1894 fu tra quelli che vollero la costituzione del museo provinciale di Brindisi. Infine, l’ ultimo relatore del convegno, il professor Massimo Guastella dell’Università del Salento, ha tracciato un ritratto di Benita Sciarra, direttrice del Museo Archeologico provinciale di Brindisi dal 1973 al 1991. Benita Sciarra svolse un’intensa attività nel campo della ricerca archeologica subacquea ed era iscritta all’Ordine dei Giornalisti.

Giuseppe Marzano-2L'intervento di Massimo Guastella-2

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