rotate-mobile
Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

“Sono stato io a esplodere colpi di kalashnikov al portone della ditta Cannone”

Teodoro De Matteis ammette la propria responsabilità. Movente privato. Il gip: “Voleva dare fuoco a un locale del centro”

BRINDISI – Di fronte alle intercettazioni ambientali, ascoltate nella sua auto, il brindisino Teodoro De Matteis, 26 anni, ha ammesso di aver esploso colpi di kalashnikov contro il portone d’ingresso della ditta Cannone il pomeriggio del 6 gennaio 2018. Ma di fronte al gip che ha firmato l’ordinanza di arresto in carcere, non ha fatto alcun riferimento né al movente, né alla provenienza dell’arma usata, né tanto meno al complice che secondo l’accusa lo avrebbe aiutato nell’azione.

Le immagini del sistema di videosorveglianza

Teodoro De Matteis-2L’azione di fuoco venne ripresa interamente dalle telecamere del sistema di videosorveglianza della ditta brindisina e quei filmati, assieme ai dialoghi intercettati subito dopo, costituiscono “gravi indizi di colpevolezza” a carico dell’indagato, difeso dall’avvocato Cinzia Cavallo del foro di Brindisi.  De Matteis è accusato di danneggiamento, violenza privata e detenzione e porto di arma da sparo.

Il danneggiamento venne denunciato dal titolare e gli investigatori acquisirono le videoriprese: “Tra le 18,12 e le 18,40 – si legge nell’ordinanza – due persone giungevano in via Nobel a bordo di un motociclo, uno dei quali armato di un fucile del tipo kalashnikov”. Attraverso la grata del cancello carrabile perimetrale “esplodeva un colpo contro il portone del capannone, posizionato di fronte al cancello”. Furono trovati due bossoli: sul fondello c’erano le sigle “13” e 7,62x39”.

Il movente privato

La svolta che ha permesso di risalire a De Matteis, ristretto nel carcere di Brindisi, è arrivata nel momento in cui lo stesso ha riferito a un amico quel che era avvenuto: i due erano in auto, la conversazione ritenuta determinante è quella intercettata la sera dell’8 gennaio scorso. “Senza ombra di dubbio l’indagato ha commesso il reato che gli viene contestato, capo di imputazione che consente l’emissione della misura cautelare”, ha scritto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Stefania de Angelis.

De Matteis, era finito sotto intercettazione, nell’ambito dell’inchiesta Exodus delegata alla Guardia di Finanza, partita dalla denuncia del padre di un ambulante, scivolato nel vortice del gioco alle slot-machine.

Quanto al movente, nella ricostruzione fornita dagli investigatori, è stato rubricato come “privato” essendo legato alla volontà di De Matteis di “dare una lezione” a uno dei titolari della ditta Cannone per questioni legate a rapporti personali fra i due, riconducibili a una donna. “La cosa, evidentemente, era insopportabile per l’indagato che decideva di passare alle vie di fatto”, ha scritto il gip.

Ma sul punto l’indagato ha preferito opporre il silenzio. Nessuna indicazione sul complice, vale a dire sull’uomo che quel pomeriggio gli offrì il passaggio sullo scooter.

Il gip: “Voleva dare fuoco a un locale”

Nell’ordinanza di arresto, inoltre, il gip ha evidenziato che lo stesso De Matteis sempre per “dare una lezione al rivale”, aveva anche pensato di “dare fuoco” a un locale del centro di Brindisi (il cui nome è riportato nel provvedimento). “Aveva rinunciato all’ultimo minuto poiché avvertito che il locale non fosse più riconducibile ai titolari della ditta Cannone”.

Gallery

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Sono stato io a esplodere colpi di kalashnikov al portone della ditta Cannone”

BrindisiReport è in caricamento