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Soppressione Corte d'Appello di Lecce, Aiga: "Silenzio assordante del ministro"

Continua il “silenzio assordante” del ministro della Giustizia Andrea Orlando, sulla ventilata soppressione del della Corte d’Appello di Lecce e della sua Sezione Distaccata di Taranto nell’ambito del progetto di “riordino” dei presidi di giustizia che dovrebbe trovare attuazione già alla fine del corrente anno.  A prendere atto sono le sezione pugliesi di Aiga (Associazione italiana giovani avvocati)

BRINDISI – Continua il “silenzio assordante” del ministro della Giustizia Andrea Orlando, sulla ventilata soppressione del della Corte d’Appello di Lecce e della sua Sezione Distaccata di Taranto nell’ambito del progetto di “riordino” dei presidi di giustizia che dovrebbe trovare attuazione già alla fine del corrente anno.  A prendere atto sono le sezione pugliesi di Aiga (Associazione italiana giovani avvocati). 

“Nonostante la imminenza del termine che il governo avrebbe indicato per tale decisione, nonostante le voci contrarie che, da ogni parte, si sono levate unanimi da parte di Avvocatura, Magistratura – si legge in una nota di Aiga - politica e società civile, il silenzio del ministro sul punto è ormai assordante”.

A detta di Aiga, “la Corte d’Appello di Lecce, assieme al suo distaccamento di Taranto, è il baluardo della giustizia per un bacino di utenza che racchiude in sé oltre 1.795.000 abitanti, distribuiti su un territorio vasto oltre 7.100 km2. Un ufficio che, nonostante le difficoltà e le carenze di personale più volte lamentate dal suo Presidente (in tal senso, si vedano le relazioni inaugurali degli anni giudiziari 2013 e 2015, rispettivamente, del Dr. Mario Buffa e del Dr. Marcello Dell’Anna), ha retto un carico di lavoro che, solo per esemplificare i dati più macroscopici, è stato pari a ben 4.024 procedimenti penali, ben 5.533 procedimenti civili e addirittura 7.129 procedimenti in materia di lavoro e previdenza, tutti pendenti alla data del 30/06/14 (relazione Dr. Dell’Anna 2015)”. 

Si tratta di dati “in costante aumento  - si legge ancora nel comunicato dell’Aiga - in termini di ingresso di nuove domande giudiziali”. 

Questo “testimonia come, da un lato, l’abbassamento della qualità della giurisdizione di primo grado - troppo spesso allontanata dalla sua naturale sede costituzionale - dall’altro, l’aumento vertiginoso dei costi di accesso al grado di appello, siano elementi che non arrestano, ma anzi rafforzano, la sacrosanta domanda di Giustizia da parte dei cittadini. Un’esigenza, quest’ultima, che non è assolutamente possibile continuare ad ignorare”.

Inoltre Aiga rimarca come “i luoghi che ospitano la Corte d’Appello di Bari sono già insufficienti a garantire un corretto funzionamento dell’attività giudiziaria vista la recente chiusura di tutte le Sezioni Distaccate del Tribunale di Bari. Per cui, l’ipotizzato accentramento su Bari del carico di lavoro oggi distribuito su Lecce e Taranto significherebbe il collasso”.

Sulla base di tali ragioni, quindi, Aiga “preannunzia la costituzione di un tavolo di discussione permanente tra avvocatura, magistratura, politica e società Civile che abbia ad oggetto una chiara e definitiva, ed ormai non più differibile, presa di posizione sul problema, al quale sono invitati a partecipare tutti i rappresentanti delle categorie sopra menzionate e, in primis, il ministro della Giustizia. Per il quale, ci si auspica che le proteste vibrate del territorio non restino inascoltate”. 

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