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Cronaca Villa Castelli

Sorpresi a rubare olive: tornano in libertà dopo la convalida dell'arresto

Fissato per il 7 marzo il processo a carico di cinque persone fermate dai carabinieri con due quintali di olive rubate

VILLA CASTELLI - Dopo la convalida dell’arresto, sono tornate in libertà le persone sorprese nelle campagne di Francavilla Fontana, mentre rubavano un ingente quantitativo di olive. Si tratta di Daniele Garganese, 45 anni, Carmela Lucia Filomena, 36, Giada D’Ambrosio, 24, Maurizio D’Oria, 39 e Leonella Filomena, 32, tutti di Villa Castelli. I cinque stamattina (12 febbraio) si sono presentati davanti al gip del tribunale di Brindisi nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto (in regime di domiciliari) effettuato dai carabinieri della stazione di Villa Castelli, con il supporto dei colleghi del Norm della compagnia di Francavilla Fontana, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo delle zone rurali. Il processo a carico delle cinque persone è stato fissato per il prossimo 7 marzo.

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Quattro delle cinque persone sono state fermate in contrada Giovannella di Francavilla Fontana, dopo un inseguimento con una pattuglia dell’Arma. I presunti ladri si trovavano a bordo i un’Audi A2. I quattro passeggeri (fra cui tre donne) sono stati bloccati a bordo della vettura. Il conducente ha tentato di far perdere le proprie tracce a piedi, nelle campagne circostanti. 

Nel corso della perquisizione veicolare, i carabinieri hanno rinvenuto due grossi sacchi in nylon colmi di olive, del peso di circa due quintali, trafugate dall’uliveto in uso ad un’azienda olearia del luogo, già vittima in passato di analoghi episodi che incidono negativamente sull’economia aziendale.

Allertata la centrale operativa, sono state diramate le ricerche del fuggitivo, che, vistosi braccato, si è presentato poco dopo presso la stazione dei carabinieri di Villa Castelli. Una accurata ispezione dei luoghi ha permesso il rinvenimento di una scopa in saggina occultata dietro alcuni blocchi di tufo e alcuni rami spezzati degli ulivi secolari, verosimilmente utilizzati come “scope” per ammucchiare le olive e quindi raccoglierle nei sacchi di nylon. L’autovettura e la scopa in saggina sono state sottoposte a sequestro mentre la refurtiva è stata consegnata all’azienda. 

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