Cronaca

Sorpresi con dosi di cocaina in casa, aggrediscono i poliziotti

Nella giornata di ieri, martedì 22 marzo, i poliziotti del commissariato di polizia di Ostuni e della Squadra mobile di Taranto, hanno arrestato un 33enne,già ai domiciliari e un 42enne

OSTUNI – Nella giornata di ieri, martedì 22 marzo, i poliziotti del commissariato di polizia di Ostuni e della Squadra mobile di Taranto, hanno arrestato un 33enne, Antonio Cava, già ai domiciliari e un 42enne Pasquale Monna, entrambi di Taranto, e con precedenti per reati in materia di droga e contro la persona ed il patrimonio, per detenzione di droga, nella fattispecie eroina, ai fini di spaccio nonché per resistenza a Pubblico Ufficiale. E denunciato la moglie, G.D.A. 30 anni. Sono stati trovati con cocaina, materiale per il confezionamento della droga e per evitare la perquisizione hanno aggredito gli agenti cercando di bloccare il loro ingresso in casa. L'operazione è stata coordinata dal commissario capo Gianni Albano e dal vice questore aggiunto Angela Rogges.

I dettagli. I poliziotti della Squadra di polizia giudiziaria del commissariato della Città Bianca, durante un apposito servizio antidroga foto_MONNA PASQUALE classe 1974-2hanno effettuato nel Comune di Ostuni, alla luce di numerosi riscontri che accreditavano fortemente l’asse Ostuni-Taranto, quale direttrice per l’acquisto di eroina da parte di consumatori locali, hanno monitorato gli spostamenti di alcuni soggetti, noti consumatori di droga, che, dopo brevi giri per le vie della Città, si dirigevano a bordo di un’utilitaria verso il Comune tarantino.

Il successivo pedinamento ha condotto i poliziotti ostunesi nel quartiere Tamburi dove hanno notato i soggetti monitorati sin da Ostuni, accedere in una privata abitazione per l’approvvigionamento di sostanza stupefacente, dopo essere stati accompagnati dentro da un individuo posto all’ingresso della stessa in funzione di sentinella. Pertanto, avendo il fondato sospetto che all’interno dell’appartamento fosse occultata droga, è stato organizzato un apposito dispositivo operativo congiunto tra personale di polizia di Ostuni e della Squadra mobile di Taranto, Sezione falchi. L’accesso all’interno dell’immobile si è dimostrato sin da subito difficoltoso, la zona era videosorvegliata e piena di “pali” proprio per segnalare l’eventuale arrivo della polizia.

Ciononostante un poliziotto del commissariato ostunese è riuscito ad accedere alla casa ma, non appena i presenti lo hanno riconosciuto, hanno iniziato ad aggredirlo con particolare violenza e ferocia, bloccandolo e chiudendo a chiave la porta d’ingresso al fine di non permettere agli altri agenti di entrare. In questo frangente, uno dei due uomini che con particolare tenacia aveva braccato l’operatore di polizia e, tra l’altro già sottoposto al regime degli arresti domiciliari, ha passato, tenendolo nel palmo della mano, un grosso involucro contenente eroina alla moglie, ordinandole di disfarsene gettandolo nel water e di tirare lo scarico al fine di non farlo recuperare.

foto_CAVA ANTONIO classe 1983-2Liberatosi dalla morsa, l’operatore per primo entrato nell’appartamento, è riuscito, con non poca difficoltà ad aprire la porta chiusa a chiave, così permettendo l’ingresso dei colleghi. Uno di questi si è recato prontamente in bagno, dove ha recuperato alcuni residui di eroina ed alcuni “birillini” della stessa sostanza ma, una volta raccolti, è stato fortemente spinto dall’individuo incaricato di fare il palo all’esterno, nel frattempo sopraggiunto, che, strappata dalla mani del poliziotto la droga, l’ ha ingoiata, inveendo nei contro l’agente e cercando in tutti i modi di giungere allo scontro fisico.

Lo stesso hanno fatto gli altri presenti, compresa la moglie dell’arrestato domiciliare che, in tutti i modi, ha cercato di creare un generale parapiglia all’interno dell’abitazione, solo ed esclusivamente al fine di impedire ai poliziotti di svolgere regolarmente il proprio intervento.

Ristabilito l’ordine all’interno dell’abitazione, gli scellerati protagonisti di quanto accaduto, e nello specifico il soggetto già agli arresti domiciliari, la moglie e l’uomo che fungeva da “palo”, sono stati condotti presso gli Uffici della Questura di Taranto.

Tutta l’attività compiuta è stata debitamente ed ampiamente condivisa dal pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Taranto, Daniela Putignano, che ha disposto l’arresto e la denuncia.

Per Cava inoltre sussiste l’aggravante dello svolgimento dell’illecita attività di spaccio pur trovandosi ristretto nella sua abitazione in regime di arresti domiciliari, condizione, quest’ultima, violata ulteriormente dal fatto che, al momento dell’ingresso nell’appartamento da parte dei poliziotti, in esso erano presenti diversi soggetti con precedenti penali.

All’esito dell’operazione sono stati sequestrati 2050 euro, in banconote di diverso taglio, provento dell’attività di spaccio, 2 fogli manoscritti riportanti la contabilità dell’attività di spaccio, 1 bilancino elettronico debitamente occultato tra alcuni asciugamani, 1 voluminoso ritaglio di plastica trasparente contenente l’eroina gettata nel water il cui peso, stando al diametro del medesimo involucro, non poteva essere inferiore ai 100 grammi nonché residui di sostanza stupefacente dello stesso tipo del peso di 2 grammi.

All’esito delle formalità di rito i due arrestati sono stati trasferiti nella casa circondariale di Taranto a disposizione dell’ Autorità giudiziaria.

L’intera attività è stata coordinata sul campo dal Sostituto Commissario Rocco Furone, vice dirigente del commissariato di polizia di Ostuni e dall’ispettore capo Pierino Tamborrino, responsabile della Squadra di polizia giudiziaria del Commissariato della Città Bianca.

I servizi della Polizia di Stato volti alla prevenzione e repressione dei reati in generale ed, in particolar modo, di quelli in materia di droga, proseguiranno nei prossimi giorni, nell’ottica della sicurezza generale.

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