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Sorpreso mentre pescava datteri sul litorale nord: denunciato pescatore

La Guardia costiera di Brindisi ha sequestrato 2,5 chilogrammi di datteri di mare, dopo una segnalazione alla sala operativa

BRINDISI – Un pescatore sportivo è stato sorpreso stamani (28 aprile) dalla Capitaneria di porto di Brindisi, mentre pescava datteri a nord del litorale di Brindisi, fra il lido dei carabinieri e lido Hemingwai. Gli uomini della guardia costiera, sotto il coordinamento del comandante Salvatore Minervino, si sono recati sul posto a seguito di una segnalazione pervenuta alla sala operativa. 

I militari hanno riscontrato delle strane risalite di bolle d'aria dal mare.  Grazie all'immediato invio e successivo appostamento di un pattuglia terrestre composta anche da personale imbarcato, è stato possibile osservare e monitorare il comportamento di un pescatore sportivo di Brindisi. Attesa la riemersione, si è così proceduto al fermo ed al controllo del pescato, rinvenendo oltre 2,5 kg di datteri di mare (lithophaga lithophaga). 

E' noto che la pesca di questi molluschi ha un altissimo potenziale distruttivo della costa. La cattura, infatti, avviene "martellando", frantumando le rocce ove questa specie  nasce e  cresce.  Questa pratica causa danni gravissimi all'ambiente marino; basti pensare che ii dattero di mare, la cui maturità si completa a circa 80 anni di vita, cresce sott'acqua all'interno di buchi scavati negli scogli dallo stesso animale e, pertanto, i   pescatori di frodo per catturarli distruggono materialmente la roccia mediante scalpelli e a volte ricorrendo anche all’uso di martelli pneumatici, con incalcolabili danni ambientali. 

L’operazione ha portato al sequestro degli attrezzi utilizzati e dei datteri, successivamente distrutti, come disposto dall'autorità giudiziaria. II pescatore è stato denunciato a piede libero alla  Procura della Repubblica di Brindisi, dove dovrà rispondere di gravi reati in  relazione  alla  raccolta  di  specie  ittiche  non  consentite  e deturpamento della locale flora e fauna.

lnfine, il Comandante ricorda come la raccolta, la commercializzazione ed anche la  semplice detenzione del dattero di mare costituisca una delle ipotesi di reato più gravi nell'ambito  ambientale e della pesca marittima. A tal proposito, sarà mantenuto un alto livello di vigilanza durante le normali attività di controllo svolte dagli uomini della Guardia Costiera, non solo al fine di tutelare la flora e la fauna marina, ma anche per garantire  al meglio la salute di tutti i  consumatori.

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