Cronaca strada Pittachi

Sorvegliato speciale sorpreso con pistola dopo incidente: colluttazione e arresto

Se ne andava in giro con una pistola nei pantaloni, a bordo di una moto. Dopo un incidente stradale, è stato subito soccorso da una pattuglia di carabinieri, i quali ci hanno messo poco per riconoscerlo: si trattava di Ivano Cannalire, 32 anni, noto esponente della malavita brindisina, sottoposto a regime di sorveglianza speciale con obbligo di dimora

BRINDISI – Se ne andava in giro con una pistola nei pantaloni, a bordo di una moto. Dopo un incidente stradale, è stato subito soccorso da una pattuglia di carabinieri, i quali ci hanno messo poco per riconoscerlo: si trattava di Ivano Cannalire, 32 anni, noto esponente della malavita brindisina, sottoposto a regime di sorveglianza speciale con obbligo di dimora. Le fasi del suo arresto sono state particolarmente concitate e si sono concluse con un ricovero in ospedale.

Cannalire procedeva alla guida della sua Bmw C600. Mentre percorreva la strada dei Pittachi, ha perso il controllo del veicolo, cadendo rovinosamente per terra. In quel momento transitava una pattuglia di militari del Norm della compagnia di Brindisi al comando del tenente Alberto Cavenaghi. I carabinieri si sono fermati. Appena scesi dal mezzo di servizio, hanno riconosciuto l’infortunato: “Cannalire – ha urlato uno di loro – fermo”. Ma il 32enne si è alzato di scatto, tentando di dileguarsi a piedi. Le forze dell’ordine hanno visto spuntare il calcio di una pistola sotto la maglietta. Un CANNALIRE-Ivano-2militare è riuscito a sfilargliela dai pantaloni.

Poi Cannalire è stato praticamente placato per terra, dove si è sviluppata una breve colluttazione. Il sorvegliato speciale, in stato psicofisico visibilmente alterato, ha iniziato a dare in escandescenze. Non si è calmato neanche quando i carabinieri sono riusciti a caricarlo a bordo della "gazzella", con le manette ai polsi. Il brindisino, anzi, ha sferrato un calcio talmente violento da mandare in frantumi uno dei finestrini.

Durante il tragitto verso la caserma della compagnia situata al rione Casale, dove c’era ad attenderlo anche il capitano Luca Morrone, Cannalire ha ricoperto i militari di frasi ingiuriose. Mentre venivano espletate le formalità del caso, il 32enne ha accusato in malore che ha reso necessario l’immediato trasporto verso l’ospedale Perrino, con conseguente ricovero presso la stanza 100, dove Cannalire è tuttora piantonato dagli agenti della polizia penitenziaria. Il pm di turno del tribunale di Brindisi ne ha infatti disposto l’arresto con le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, danneggiamento, violazione della legge sulle armi e inosservanza degli obblighi. L’arma, una pistola modello 92 FS con matricola abrasa (la stessa in uso alle forze dell’ordine), contenente nel serbatoio 15 colpi, è stata posta sotto sequestro.

Lo scorso 27 marzo, Cannalire, difeso dall'avocato Daniela D'Amuri, venne raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Corte d’Appello di Lecce per inosservanza degli obblighi. Circa un anno e mezzo fa, la stessa Corte D’Appello confermò una condanna a sei anni e sei mesi di reclusione emessa nei suoi confronti dal tribunale di Brindisi nell’ambito del processo scaturito dall’operazione Terra Bruciata, condotta dalla Squadra mobile della questura di Brindisi l'1 luglio del 2010, su indagini che avevano preso in considerazione una serie di furti, rapine ed episodi di ricettazione avvenuti tra il 2006 e il 2007 nel capoluogo. A breve è atteso anche il pronunciamento della Cassazione su questa vicenda. 

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