Cronaca

Soteco, lavoratori di nuovo senza stipendio: presidio davanti ad azienda

Sono passati poco più di due mesi e i dipendenti della Soteco Srl, azienda metalmeccanica specializzata in tecnologie e costruzioni metalliche per l'impiantistica industriale, con sede a San Pietro Vernotico, già in cassaintegrazione, continuano a non essere retribuiti regolarmente

SAN PIETRO VERNOTICO – Sono passati poco più di due mesi e i dipendenti della Soteco Srl, azienda metalmeccanica specializzata in tecnologie e costruzioni metalliche per l’impiantistica industriale, con sede a San Pietro Vernotico, già in cassaintegrazione, continuano a non essere retribuiti regolarmente. Da ieri, martedì 9 febbraio, i 13 che a novembre scorso protestarono perché da tre mesi non ricevevano lo stipendio, sono tornati a presidiare i cancelli dell’azienda, situata sulla strada provinciale per Squinzano, alle porte di San Pietro Vernotico.

Il primo dicembre la direzione dell’azienda, dopo aver tentato di acquisire commesse ricorrendo anche all’utilizzo degli protesta soteco lavoratori-2ammortizzatori sociali, ha incontrato i creditori per parlare di un concordato preventivo ma si attende ancora l’esito dell’incontro.“Sappiamo solo che nessuno dei creditori ha presentato opposizione e questo è un buon segno ma il giudice ancora non si è espresso”, ha spiegato Michele Tamburrano, rappresentante della Cisl Fim.

All’epoca c’erano 5 mensilità arretrate tra cassa integrazione, stipendi e tredicesima. Ora i lavoratori non vedono soldi da novembre. “Dicembre non è stato pagato, fra cinque giorni arriva la scadenza di gennaio, la situazione è molto grave specie perché nessuno riesce a darci certezze su quando vedremo i nostri soldi. Ci sentiamo presi in giro, dall’azienda non arrivano risposte, ci è stato detto che i bonifici erano stati fatti ma non era vero. Nessuno di noi ha percepito i soldi che gli spettano, intanto abbiamo famiglie da mantenere, mutui e affitti da pagare. La situazione è molto grave, ognuno ha problemi da risolvere, da qui non ci muoveremo fino a quando non avremo i nostri soldi”.

Tamburrano, invece, riferisce che: “Abbiamo contattato l’azienda attraverso Confindustria chiedendo di dare qualche segnale di buone intenzioni, il presidio terminerà quando verrà fatto un bonifico di una mensilità o di un conguaglio di fine anno. Per il resto stiamo cercando di capire se è meglio valutare percorsi alternativi come l’apertura della mobilità. Fino a tre mesi fa vedevamo un’azienda che poteva avviare una ripresa, oggi non siamo più convinti di questo, la mobilità si conclude con il licenziamento ma sarebbe una strada che potrebbe portare verso nuove realtà lavorative. Si tratta di operai con alle spalle anni di esperienza che potrebbero trovare opportunità di lavoro in quelle aziende che hanno la possibilità di assumere attingendo dalle liste di mobilità”.

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