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Cronaca

Sotto sequestro il tesoro del “caporale”

VILLA CASTELLI - Ex “caporale”, passato di grado – secondo gli investigatori – a “caporale dei caporali”, non servendo una qualche Forza dello Stato, ma nelle campagne, sfruttando la manodopera. Condotta per la quale è stato riconosciuto colpevole con una condanna in via definitiva nel 2001.

VILLA CASTELLI - Ex "caporale", passato di grado - secondo gli investigatori - a "caporale dei caporali", non servendo una qualche Forza dello Stato, ma nelle campagne, sfruttando la manodopera. Condotta per la quale è stato riconosciuto colpevole con una condanna in via definitiva nel 2001.

Finiscono sotto sequestro preventivo tutti i beni riconducibili a Federico Rossini, 45 anni, di Villa Castelli, e ai componenti del nucleo familiare, moglie e due figli, nonostante la separazione dei coniugi.

Come farà tutta la famiglia a possedere a vario titolo beni per un valore complessivo di un milione e settecento mila euro, quando dal 2004 al 2009 (periodo finito sotto la lente d'indagine), ognuno dei suoi componenti ha guadagnato a cranio la miserrima somma di 2-3mila euro? Così è scattata l'indagine dei militari della Compagnia di Francavilla Fontana, coordinati dal capitano Antonio Triggiani, a Villa Castelli, città in cui sono stati disposti tutti i sigilli richiesti dal sostituto procuratore Luca Bucchieri.

Un provvedimento di sequestro preventivo, eseguito in applicazione della normativa antimafia. Quattro lussuosi appartamenti: casa patronale in cui vivevano ex moglie e figlio, appartamento con attico intestato ad altro figlio, cantine adibite ad ufficio in cui c'erano le aziende di capitali che gestivano terreni agricoli e proventi di tre società fittizie operanti nel settore agricolo, edile e dell'organizzazione di viaggi.

E ancora 9 auto tra macchine di grossa cilindrata e d'epoca (tra cui quella in uso a Federico Rossini, un suv modello Ford Kuga, una Mercedes classe B e una Citroen C3 in uso alla moglie, una Fiat 500 nuova per uno dei figli e 4-5 auto d'annata. Rossini, tra l'altro, nel tempo ha accumulato una serie di altri reati: è finito agli arresti domiciliari per evasione fiscale e false fatturazioni, ha accumulato denunce che vanno dalla bancarotta fraudolenta al riciclaggio.

"Un imprenditore - ha detto in conferenza stampa il comandante provinciale delle Fiamme gialle, il colonnello Vincenzo Mangia - che vive ai margini della legge".

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