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Cronaca Fasano

Sotto shock, Mileti non risponde al gip. Fermo comunque convalidato

FASANO - Si avvale della facoltà di non rispondere. Leonardo Mileti, 51 anni, assassino comunque reo-confesso – le ammissioni di sabato sera in caserma - del rivale Angelo De Angelis, il giornalaio 47enne ucciso a fucilate il 24 febbraio scorso, non risponde alle domande del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Licci, che convalida l’arresto. L’uomo, assistito dai legali Francesco Saponaro e Francesco Gentile, è ancora sotto shock. Esecuzione mafiosa, questo sembrava, ma dietro l’omicidio c’era un movente passionale. Il vivaista sapeva che la moglie aveva una relazione con la vittima, consumata per ammissione della donna nel retro di quell’edicola di fronte alla quale Leonardo Mileti avrebbe poi aperto il fuoco.

FASANO - Si avvale della facoltà di non rispondere. Leonardo Mileti, 51 anni, assassino comunque reo-confesso - le ammissioni di sabato sera in caserma - del rivale Angelo De Angelis, il giornalaio 47enne ucciso a fucilate il 24 febbraio scorso, non risponde alle domande del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Licci, che convalida l'arresto. L'uomo, assistito dai legali Francesco Saponaro e Francesco Gentile, è ancora sotto shock. Esecuzione mafiosa, questo sembrava, ma dietro l'omicidio c'era un movente passionale. Il vivaista sapeva che la moglie aveva una relazione con la vittima, consumata per ammissione della donna nel retro di quell'edicola di fronte alla quale Leonardo Mileti avrebbe poi aperto il fuoco.

La convalida chiude il cerchio delle indagini condotte dai carabinieri al comando del colonnello Gennaro Ventriglia, che avevano già ipotizzato la relazione clandestina fra la moglie di Mileti e la vittima. Dai tabulati telefonici relativi al cellulare di De Angelis era emerso uno scambio di oltre 800 messaggi e telefonate con l'utenza della donna, solo nel corso dell'ultimo mese. Non è tutto, a casa di Mileti gli inquirenti avevano trovato e sequestrato nei giorni scorsi sei fucili, legalmente detenuti, uno dei quali compatibili con l'arma del delitto. Sulla base degli indizi a suo carico l'uomo è stato interrogato e ha confessato tutto.

Sapeva della relazione da giorni, ha detto al pm Milto De Nozza. Aveva notato degli strani cambiamenti nella moglie, assenze sospette da casa, lingerie particolarmente accurata, una attenzione e una cura per se stessa che la donna non aveva mai avuto prima. Da qui la decisione di affrontare la moglie di petto, e l'ammissione della relazione clandestina che pare durasse da tempo. A questo punto, incredulo, il marito tradito aveva chiesto e ottenuto un confronto a tre con i due amanti, nel corso del quale De Angelis pare che abbia continuato a negare tutto.

Imbottirsi di tranquillanti non è servito, la mattina del 24 febbraio scorso, a bordo dell'Ape con la quale si recava al lavoro, Leonardo Mileti ha imbracciato il fucile aspettando l'edicolante all'apertura del negozio e ha sparato due colpi, mortale quello al petto. Prima di essere trasferito in carcere ha chiesto di rivedere i tre figli, due dei quali minorenni.

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