Ucciso dopo una violenta lite: la convivente condotta in carcere

E' stata sottoposta a fermo di indiziato di delitto la 23enne Mariat Okoro, compagna del nigeriano di 24 anni accoltellato a morte nel suo alloggio al civico 25 di via Bastioni Carlo V

BRINDISI – E’ stata sottoposta a fermo di indiziato di delitto la compagna del nigeriano di 24 anni, Callistus Imoyera, che la notte fra sabato 10 e domenica 11 marzo è stato accoltellato a morte nel suo alloggio al civico 25 di via Bastioni Carlo V, nei pressi della stazione ferroviaria di Brindisi. La 23enne Mariat Okoro, anche lei nigeriana, è stata condotta presso la casa circondariale di Lecce, con l’accusa di omicidio volontario.

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La donna avrebbe colpito il convivente con due fendenti al torace, di cui uno ha perforato il polmone, al culmine di un’accesa lite. E’ stato un altro migrante residente nel medesimo stabile, situato di fronte alla sede della Camera di commercio, a chiedere l’intervento dei soccorritori, intorno alle ore 00,44 di domenica. 

Una volta giunti sul posto, i paramedici si sono imbattuti nel corpo esanime del 24enne. I tentativi di rianimazione sono stati vani. Allertati dagli stessi soccorritori, sul posto si sono recati i poliziotti e i colleghi della scientifica. La donna non avrebbe fornito alcuna spiegazione sul fatto che l’uomo si fosse accasciato sul pavimento dinanzi a lei, con profonde ferite al torace.

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I due risiedevano in un appartamento al secondo piano di uno stabile in cui alloggiano anche altri extracomunitari, tutti con regolare permesso di soggiorno, di cui alcuni richiedenti asilo. Da quanto appurato dai poliziotti, l’istanza di protezione internazionale avanzata da Imoyera era stata rigettata. Stando alle testimonianze di alcuni vicini, la coppia aveva iniziato a litigare a partire dalla tarda serata di domenica. 

Gli accertamenti investigativi sono andati avanti per tutta la giornata di lunedì, con l’ascolto di tutte le persone che risiedono all’interno della palazzina. Nella mattinata odierna il pm di turno del tribunale di Brindisi ha conferito l’incarico per l’esame autoptico al medico legale Antonio Carusi. Il movente del delitto è da appurare. 

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