Spaccate, dieci colpi in 45 giorni/ Video

BRINDISI – Si sono resi responsabili di dieci colpi in un solo mese e mezzo, hanno disseminato il panico tra i commercianti del Brindisino e del Leccese, tanto che qualcuno è anche stato minacciato in caso si fosse rivolto ai carabinieri. Hanno saccheggiato tabaccherie, danneggiandole, rubato auto e mezzi agricoli, estorto denaro alle vittime delle auto rubate in cambio della restituzione del mezzo. I sei soggetti finiti in manette all'alba di oggi nell'ambito dell'operazione “Break Open” condotta dalla squadra mobile di Lecce, in concomitanza con i colleghi di Brindisi, non si sono fatti mancare proprio nulla.

Luciano Liuzzi

BRINDISI – Si sono resi responsabili di dieci colpi in un solo mese e mezzo, hanno disseminato il panico tra i commercianti del Brindisino e del Leccese, tanto che qualcuno è anche stato minacciato in caso si fosse rivolto ai carabinieri. Hanno saccheggiato tabaccherie, danneggiandole, rubato auto e mezzi agricoli, estorto denaro alle vittime delle auto rubate in cambio della restituzione del mezzo. I sei soggetti finiti in manette all'alba di oggi nell'ambito dell'operazione “Break Open” condotta dalla squadra mobile di Lecce, in concomitanza con i colleghi di Brindisi, non si sono fatti mancare proprio nulla.

Luciano Liuzzi di 35 anni, di Squinzano, la moglie Carmen Coppola di 32 anni, Giovina Vitale di 42 anni, residente a Cellino San Marco, Gennaro Riezzo di 52 anni, di Surbo, Carmelo Del Prete di 25 anni, di San Donaci, e Tony Falcone di 36 anni, di Cellino San Marco dovranno difendersi dalle accuse di furto aggravato e continuato in concorso e minacce gravi.

Cinque di essi sono stati prelevati dai poliziotti all'alba di oggi dalle loro abitazioni. Luciano Liuzzi, risultato poi essere anche il capo della banda criminosa, invece, è rinchiuso nel carcere di Lecce con una condanna di primo grado a 11 anni, perchè ritenuto, insieme al suo complice Daniele Vitale,  uno dei componenti della banda dell'Alfa 166, che tra il 2008 e il 2010, ha messo a segno una serie di furti. L'ordinanza di custodia cautelare che ha fatto scattare il blitz all'alba di oggi è stata richiesta dal pm Giuseppe Capoccia e porta la firma del giudice per le indagini preliminari Annalisa De Benedictis.

I colpi di cui si sarebbero resi responsabili i sei indagati sono stati perpetrati nei Comuni del Leccese: tra Carmiano, Salice Salentino, Novoli e Campi Salentina. A insospettire gli investigatori e a portarli a pensare che dietro a quella serie di colpi poteva esserci la stessa banda, il modus operandi con cui venivano perpetrati i furti. Era lo stesso in tutti i casi oggetto dell'indagine: i ladri si introducevano nelle attività commerciali prese di mira previa “spaccata”.

Le indagini sono state avviate tra marzo e aprile di quest'anno. Liuzzi, già coinvolto in un'altra indagine, è stato pedinato, appostato e intercettato per alcuni giorni e quando è stato scoperto che era a capo di una seconda banda criminale è stata avviata l'operazione “Break Open”, (“spaccata”). Tutti i componenti sono stati, quindi, sottoposti a controlli sia attraverso le intercettazioni ambientali che con pedinamenti.

Nonostante i soggetti interessati siano stati sempre bene attenti a spegnere i telefoni cellulari quando erano impegnati a mettere a segno i colpi e a non parlare degli stessi al telefono, gli investigatori sono riusciti comunque a dimostrare che i sei sono i responsabili dei dieci colpi oggetto delle indagini. Una prova è rappresentata dal fatto che il telefono cellulare di Liuzzi risultava essere spento tutte le volte che in qualche tabaccheria del Leccese veniva messa a segno una spaccata.

Si è scoperto, poi, che le due donne del gruppo (Carmen Coppola e Giovina Vitale) non avevano affatto un ruolo marginale. Ricoprivano il ruolo di autiste, occultavano le vetture rubate, custodivano il denaro. Questa mattina nell'abitazione della Vitale è stata trovata una cassetta contenente monete e pacchi di sigarette. Gli investigatori hanno accertato che la banda arrestata oggi è anche responsabile del furto messo a segno la notte scorsa ai danni del bar della stazione di servizio Q8 sulla Veglie - Leverano.

Luciano Liuzzi ha anche disseminati panico e terrore tra le vittime. In seguito a un furto compiuto ai danni della stazione di servizio Ip di San Donaci, il 16 aprile scorso, si è presentato dal gestore del distributore minacciandolo di non comunicare ai carabinieri che egli era un frequentatore del bar. Ha anche costretto l'uomo a licenziare le due commesse, probabilmente perché riteneva che le due ragazze potevano essere testimoni di un'eventuale indagine a suo carico. I poliziotti, infatti, hanno accertato che quasi tutti i colpi venivano anticipati da accurati sopralluoghi.

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La banda si è anche resa responsabile del furto di quasi 400 paletti  utilizzati nella coltivazione dei vigneti, asportati per ricavarne metallo da rivendere sul mercato nero.

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