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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca Ostuni

Spacciava metadone nel Parco delle Rimembranze: ostunese in manette

OSTUNI – Il Parco delle Rimembranze, il suo punto di spaccio. Una siepe il nascondiglio. I poliziotti, che da giorni lo tenevano sott’occhio, ne hanno studiato mosse e movimenti, sino a coglierlo sul fatto. Così nella tarda mattinata di ieri, a conclusione di particolari servizi di appostamento finalizzati a fare luce sui suoi spostamenti, gli agenti hanno tratto in arresto il pregiudicato ostunese Pietro Apruzzi (37 anni), sorvegliato speciale.

OSTUNI - Il Parco delle Rimembranze, il suo punto di spaccio. Una siepe il nascondiglio. I poliziotti, che da giorni lo tenevano sott'occhio, ne hanno studiato mosse e movimenti, sino a coglierlo sul fatto. Così nella tarda mattinata di ieri, a conclusione di particolari servizi di appostamento finalizzati a fare luce sui suoi spostamenti, gli agenti hanno tratto in arresto il pregiudicato ostunese Pietro Apruzzi (37 anni), sorvegliato speciale.

L'uomo è ritenuto responsabile del reato di detenzione, a fini di spaccio, di circa 250 ml. di metadone. L'oppiaceo era contenuto in una decina di flaconi. Il blitz della polizia è scattato poco prima dell'ora di pranzo, al culmine di accurati appostamenti eseguiti nella zona della villa comunale di Ostuni, con particolare riferimento all'area esterna del Parco delle Rimembranze, a ridosso della Chiesa delle Grazie. Poco prima di finire in manette, Apruzzi sarebbe stato riconosciuto dai poliziotti mentre era intento a conversare con alcuni giovani.

Che si trattava in realtà di una trattativa, lo si è compreso pochi istanti dopo, quando il trentaquattrenne con fare circospetto si è recato nei pressi di un'aiuola posta a ridosso della parrocchia. Certo di non essere visto, Apruzzi si sarebbe chinato, armeggiando freneticamente nella fitta siepe. A quel punto i poliziotti, coordinati dal Dirigente Francesco Angiuli, sono entrati in azione, riuscendo a bloccare il sorvegliato speciale, proprio mentre tentava di liberarsi di un flacone, lanciandolo al di là di un muretto. Boccetta che, subito recuperata, risultava essere colma di metadone.

I conseguenti controlli eseguiti al fine di verificare se tra la piante delle siepi poste a margine della chiesa fosse stato occultato altro materiale illecito, hanno consentito di recuperare, a brevissima distanza dal luogo dal quale era stato prelevata la prima bottiglietta, altri nove contenitori del medesimo tipo, con all'interno, ulteriori quantitativi di metadone. Tutta la sostanza stupefacente, è stata sottoposta a sequestro.

Ulteriori elementi probatori a carico del predetto, sono stati acquisiti attraverso accertamenti eseguiti presso il Sert di Ostuni. Al termine delle formalità di rito, Apruzzi (assistito dall'avvocato Francesco Sozzi) è stato ristretto nel carcere di via Appia, a disposizione del Sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, Raffaele Casto.

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