Spacciavano agli adolescenti, in trappola la banda Di Palmo

FRANCAVILLA FONTANA - Pusher senza scrupoli, vendevano droga anche agli adolescenti, di età intorno ai 16-17 anni. Almeno fino all’alba di ieri quando è scattato il blitz dei carabinieri di Francavilla Fontana che ha portato in manette una intera famiglia, dedita allo spaccio di stupefacenti. L’ordinanza di custodia cautelare del gip Giuseppe Licci ha colpito i due fratelli con funzione di supplenza nel ruolo di pater familias Massimo e Daniele Di Palmo, rispettivamente di 27 e 21 anni, il 27enne Alessandro Pucci, detto “Sandrino”, Pietro Di Summa, 19 anni detto “Sansone”, Nicola Maggiore, 36 anni, Gianluca Della Corte, 25 anni, detto “Capo Grossa”.

Una fase degli arresti dell'Operazione Sorella

FRANCAVILLA FONTANA - Pusher senza scrupoli, vendevano droga anche agli adolescenti, di età intorno ai 16-17 anni. Almeno fino all’alba di ieri quando è scattato il blitz dei carabinieri di Francavilla Fontana che ha portato in manette una intera famiglia, dedita allo spaccio di stupefacenti. L’ordinanza di custodia cautelare del gip Giuseppe Licci ha colpito i due fratelli con funzione di supplenza nel ruolo di pater familias Massimo e Daniele Di Palmo, rispettivamente di 27 e 21 anni, il 27enne Alessandro Pucci, detto “Sandrino”, Pietro Di Summa, 19 anni detto “Sansone”, Nicola Maggiore, 36 anni, Gianluca Della Corte, 25 anni, detto “Capo Grossa”.

Massimo e Daniele aveva sostituito, nell’ultimo anno, il fratello maggiore Carlo, di 37 anni, arrestato il 14 ottobre scorso dopo un anno esatto di latitanza. Era ricercato per una condanna divenuta esecutiva a tre anni e 8 mesi di reclusione per estorsione, ricettazione, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Con il blitz di ieri mattina, finisce in carcere l’intera famiglia dei Di Palmo, i tre figli protetti fino alle estreme conseguenze dalla mamma, probabilmente consapevole delle attività di famiglia. Era la donna, infatti, secondo le conversazioni telefoniche intercettate dai carabinieri, ad avvertire i figli ogni qualvolta vedeva auto delle forze dell’ordine in giro di perlustrazione nei pressi della abitazione di famiglia: non è caso l’operazione è stata battezzata col nome di “sorella”, nome convenzionale usato dalla donna per avvertire della prossimità delle forze di polizia.

Tutto ha inizio nell’ottobre del 2008, quando i carabinieri del Nor di Francavilla, al comando del capitano Fabio Guglielmone, arrestano in flagranza di reato Francesco Buongiorno, trovato in possesso di 3,5 grammi di cocaina e 30 grammi di marjuana. Le indagini scaturite da quell’arresto hanno svelato l’esistenza di un sodalizio criminale dedito allo spaccio in tutto il centro abitato della Città degli Imperiali che non risparmiava gli adolescenti. Al vertice dell’associazione capeggiavano i tre fratelli Di Palmo, questo almeno secondo l’impianto accusatorio del pubblico ministero Raffaele Casto.

Il nutrito apparato di intercettazioni a carico degli indagati, ha svelato la consapevolezza da parte dei Di Palmo di poter essere nel mirino della procura. Parlavano con prudenza, usando frasi del tipo: “vienimi a prendere”, oppure “dobbiamo andare a prenderci un caffè”, apparse alle orecchie degli investigatori in ascolto, del tutto incongruenti con la ossessiva ripetitività, le modalità e i contesti in cui venivano formulate. La particolare ubicazione dell’abitazione dei Di Palmo, situata nella zona 167 della città, ossia nella estrema periferia della città francavillese, ha certamente agevolato le attività di indagine, nonché i servizi di osservazione e pedinamento. A corroborare le tradizionali attività investigative, i filmati registrati e puntualmente sequestrati dalla procura, da un impianto di videosorveglianza istallato dai tre fratelli in casa.

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