Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Spaccio di droga a Lecce, condannati quattro brindisini

Traffico di stupefacenti, sentenza d'appello: pene riviste per due, per altri due confermate quelle emesse in primo grado

BRINDISI - Ci sono anche quattro brindisini condannati dalla Corte d'appello di Lecce nel processo seguito all'operazione "Le Vele", condotta dalla squadra mobile di Lecce. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere di stampo mafioso (reati contestati ai leccesi Cristian Cito, Massimiliano e Gianfranco Elia, accusati di aver gestito il mercato della droga, insieme ad Angelo Corrado, poi diventato collaboratore di giustizia), e di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti per gli altri. In totale sono 18 i condannati che hanno proposto appello. Per due brindisini le condanne emesse con rito abbreviato il 17 novembre del 2019 sono state in parte riformate, per altri due sono state confermate. La sentenza è stata emessa ieri (venerdì 16 luglio 2021).

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Circa Giampiero Alula, 42enne di San Pietro Vernotico, riconoscendo le attenuanti generiche, la Corte ha ritenuto di abbassare la pena da 5 anni e 4 mesi e 22mila euro di multa a 4 anni e 14mila euro di multa, pur applicando l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Sempre previo riconoscimento delle attenuanti generiche, si è abbassata la pena anche a carico di Cesare Iaia, 45enne di Brindisi, da 4 anni e 8 mesi, più 20mila euro di multa, a 3 anni e 4 mesi, e 13mila e 333 euro di multa. Gli altri brindisini coinvolti sono: Josè Bruno Acquaviva, 38enne di San Pietro Vernotico (4 anni e 2 mesi, più 18mila euro di multa); Antonio Giglio, 48enne di Brindisi (4 anni, 5 mesi e 10 giorni, più 19mila euro di multa). Per loro i giudici hanno confermato le condanne emesse in primo grado.

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