Cronaca

Spaccio nella discoteca di Gallipoli: i brindisini ottengono i domiciliari

Uno ha affermato che i soldi trovatigli in tasca non erano provento di spaccio. L'altro ha riferito che la bustina di Mdma di cui è stato trovato in possesso era per esclusivo uso personale

BRINDISI – Uno ha affermato che i soldi trovatigli in tasca non erano provento di spaccio. L’altro ha riferito che la bustina di Mdma di cui è stato trovato in possesso era per esclusivo uso personale. Così si sono giustificati davanti al gip del tribunale di Lecce, Simona Panzera, due dei tre brindisini arrestati in una discoteca di Gallipoli (Lecce) per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Si tratta del 21enne Renato Simonetti e del 25enne Angelo Cavaliere, difesi rispettivamente dagli avvocati Andrea D'Agostino e Daniela D'Amuri. Il terzo brindisino finito in manette, il 16enne A.F., difeso dall’avvocato Roberto Orsini, verrà ascoltato domani (12 agosto) dal giudice presso il tribunale dei minori salentino.

I tre sono incappati in un controllo antidroga dei carabinieri in borghese del Norm della compagnia di Gallipoli durante il quale sono state recuperate 40 dosi di hashish, 20 dosi di marijuana, 50 dosi di Mdma e 10 dosi di cocaina, oltre a centinaia di euro in banconote. Il minorenne, da quanto appurato dalle forze dell’ordine, avrebbe fatto da esca al centro della pista, attirando clienti con le sue tasche piene di sostanza stupefacente.

Addosso a Simonetti sono stati rinvenuti invece 600 euro in contanti. Il giovane ha spiegato al giudice che si trovava lì a Gallipoli in vacanza e conosceva solo uno degli altri due arrestato. La metà di quella somma, a suo dire, gli era stata dalla madre. L’altra metà era sua. Cavaliere ha invece respinto l’accusa di spaccio. Il 25enne ha infatti affermato di aver acquistato 200 grammi di Mdma (non 400 come gli è stato contestato) a Lecce, solo per portarseli a casa e farne un uso personale. Il giudice ad ogni modo ha accolto le richieste di attenuazione della misura restrittiva presentate dai legali, concedendo ai due brindisini gli arresti domiciliari. 

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