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Cronaca Oria

Spari dopo una rissa a Oria, condannato per tentato omicidio

Il Tribunale di Brindisi infligge una pena pari a otto anni e mezzo di reclusione a un 31enne del posto. Venne arrestato dai carabinieri il 27 ottobre 2021

BRINDISI - Condannato per tentato omicidio un 31enne di Oria. L'uomo, arrestato nell'ottobre 2021 dai carabinieri, si è visto infliggere una pena pari a otto anni e sei mesi di reclusione dai giudici del Tribunale di Brindisi (presidente Simone Orazio, a latere Adriana Almiento e Adriano Zullo). L'imputato era accusato di aver esploso colpi d'arma da fuoco - pistola calibro 9 - all'indirizzo di due persone. Un colpo infranse il lunotto posteriore di un'auto che si trovava a transitare lì, in via Manduria. Si tratta di Salvatore Schiavone. Il processo è stato celebrato con rito abbreviato, subordinato a una perizia balistica e all'ascolto di un perito. Schiavone è stato condannato anche per rissa e detenzione in luogo pubblico di un'arma da sparo. I fatti si svolsero la notte tra il 4 e il 5 luglio del 2020 nel centro di Oria. Il 31enne venne arrestato dopo le indagini condotte dai carabinieri, che fecero luce sulla vicenda. Venne condotto nel carcere di Brindisi, all'epoca. Per la rissa, venne anche emessa un'ordinanza di obbligo di dimora nei confronti di: Davide Conte, 52enne nato a Torino e residente a Oria; Francesca Conte, 44enne nata a Francavilla Fontana e residente a Oria; Mattia De Taranto, 26enne nato a San Pietro Vernotico e residente a Oria; Cosimo De Taranto, 59enne nato e residente a Oria.

I carabinieri, coordinati dal pm Pierpaolo Montinaro della Procura di Brindisi, si sono avvalsi di intercettazioni e di un testimone per capire cosa successe realmente. I fatti vennero ricostruiti in questi termini: è la notte del 5 luglio 2020, centro storico di Oria. In piazza Manfredi, all'una, è in corso un'animata discussione che vede contrapposti i fratelli Conte, Francesca e Davide, da una parte e Mattia De Taranto dall'altra. Dalle parole si passa alle violenze fisiche. E' una rissa. Alla base della discussione c'è un rapporto sentimentale, burrascoso, tra Mattia De Taranto e la figlia di Davide Conte. Un gruppo di persone si frappone. Tra questi ci sono Cosimo De Taranto (padre di Mattia) e Salvatore Schiavone. Prendono le parti del 26enne. I cittadini che assistono alla scena allertano i carabinieri, che arrivano sul posto. La rissa si interrompe. Sembra tutto finito. Ma gli animi, riscaldati, si spostano nella vicina piazza Lorch. Lì c'è un noto locale di proprietà di De Taranto senior. La rissa continua. Passano diverse ore, alle quattro del mattino si sentono in centro dei colpi di arma da fuoco. Provengono da via Manduria, non distante. Per l'accusa, sono stati esplosi da Salvatore Schiavone all'indirizzo dei fratelli Conte. Ma i colpi infrangono il lunotto posteriore di una Fiat Punto in movimento con a bordo due giovani del luogo, estranei alla vicenda. 

Il pm aveva chiesto per Schiavone la condanna a otto anni e quattro mesi di reclusione. L'avvocato del 31enne, il legale Dario Budano, aveva chiesto l'assoluzione e, in subordine, aveva chiesto la derubricazione dal reato di tentato omicidio a quello di tentate lesioni gravi. Il dispositivo della sentenza prevede la liquidazione del risarcimento dei danni agli "obiettivi" dei colpi di pistola (difesi dagli avvocati Francesco Mancini e Alfredo Russo) in sede civile. Le motivazioni saranno pubblicate entro 90 giorni. Per quanto riguarda le altre persone che avrebbero preso parte alla rissa, quelle sottoposte a obbligo di dimora nell'ottobre 2021, per loro si sta svolgendo un altro processo, in fase dibattimentale.

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