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Cronaca Oria

Colpi di arma da fuoco dopo una rissa in piazza: condanna ridotta in appello

Un 32enne di Oria condannato a cinque anni e due mesi di reclusione per tentato omicidio, rissa e detenzione in luogo pubblico di un’arma

ORIA – Condanna confermata in appello, ma con una riduzione di pena. Il 32enne Salvatore Schiavone, di Oria, è stato condannato a cinque anni e due mesi di reclusione per tentato omicidio, rissa e detenzione in luogo pubblico di un’arma. La sentenza è stata emessa nella giornata di ieri (giovedì 5 luglio), dalla corte d’appello di Lecce, che ha ridotto la condanna a otto anni e sei mesi di reclusione inflitta in primo grado dal tribunale di Brindisi, al termine di un processo celebrato in abbreviato. 

L’imputato, difeso dagli avvocati Pasquale Annicchiarico e Dario Budano, avrebbe esploso dei colpi di pistola all’indirizzo di due persone, senza ferirle, al culmine di una rissa che si sviluppò in due fasi nel centro di Oria, la notte fra il 4 e il 5 luglio del 2020. Nella vicenda sono coinvolte altre quattro persone che hanno optato per il processo con rito ordinario.

La lite furibonda sarebbe scaturita da un rapporto sentimentale burrascoso fra uno degli imputati e la figlia di un altro imputato. La prima rissa si verificò in piazza Manfredi, davanti agli occhi di numerosi cittadini. Sul posto si recarono i carabinieri per sedare gli animi. Ma la storia non si chiuse lì, poiché più tardi, nella vicina piazza Lorch, la contesa andò avanti. Alcune ore più tardi, in via Manduria furono esplosi dei colpi di arma da fuoco. Per l'accusa, fu Salvatore Schiavone a sparare all'indirizzo di due fratelli coinvolti nella rissa precedente. Ma i proiettili infransero il lunotto posteriore di una Fiat Punto in movimento con a bordo due giovani del luogo, estranei alla vicenda. 

Schiavone fu condotto presso la casa circondariale di Brindisi. Agli altri indagati fu applicato l’obbligo di dimora. Oltre alla condanna a cinque anni e due mesi, la corte d’appello ha disposto nei confronti del 32enne la revoca della pena accessoria dell’interdizione legale e la sostituzione di quella dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici con l’interdizione per la durata di cinque anni. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. 
 

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