rotate-mobile
Cronaca Oria

Sparò alla Iena-finto migrante: "Signor giudice, sono profondamente pentito"

ORIA - “Sono pentito signor giudice, ho reagito male, lo so. Ma era da giorni che gli immigrati si avvicinavano alla mia villa, insultavano, lanciavano pietre. Certo è che, glielo giuro, ho sparato in aria, e non volevo colpire nessuno, sono profondamente pentito”, così ha parlato di fronte al giudice per le indagini preliminari il 34enne di Pietro Cozzetto, nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto questo pomeriggio alla presenza del difensore Giancarlo Camassa. Cozzetto sparò contro quello che credeva un tunisino, in fuga dalla tendopoli di Manduria, che gli chiedeva dell’acqua, non poteva sapere che si trattava di Giulio Golia, inviato de Le Iene travestito da migrante.

ORIA - "Sono pentito signor giudice, ho reagito male, lo so. Ma era da giorni che gli immigrati si avvicinavano alla mia villa, insultavano, lanciavano pietre. Certo è che, glielo giuro, ho sparato in aria, e non volevo colpire nessuno, sono profondamente pentito", così ha parlato di fronte al giudice per le indagini preliminari il 34enne di Pietro Cozzetto, nel corso dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto questo pomeriggio alla presenza del difensore Giancarlo Camassa. Cozzetto sparò contro quello che credeva un tunisino, in fuga dalla tendopoli di Manduria, che gli chiedeva dell'acqua, non poteva sapere che si trattava di Giulio Golia, inviato de Le Iene travestito da migrante.

L'accusa formulata a carico dell'indagato dal pubblico ministero Giuseppe De Nozza è di esplosioni pericolose, violenza privata, ricettazione e illegale detenzione di arma da sparo. Un ventenne invece, Pietro Becher, è stato denunciato per favoreggiamento, perché dopo gli spari aveva brandito un bastone per incoraggiare la fuga del migrante assetato. Il fucile utilizzato per mettere in fuga il finto migrante non è mai stato rinvenuto, ma l'arma è nettamente visibile nei fotogrammi prelevati dal sistema di video sorveglianza della casa.

Prove tecniche di solidarietà. Obiettivo del servizio registrato il 3 aprile scorso, quello di raccontare le reazioni della gente del posto nei confronti degli immigrati in fuga. Giulio Golia nei panni di migrante tunisino ha rimandato l'immagine di una terra accogliente, solidale, un mondo contadino ospitale e generoso. La gente di Oria ha donato al finto-migrante pane, acqua, vestiti, soldi e auguri di buona fortuna per la (finta pure quella) traversata fino a Parigi. Un'anziana signora, dal balcone, gli lanciò delle monetine, sottratte dal portafogli del marito assente. Tutto quello che aveva in casa. La nonnina si attardò a parlare dei tempi in cui lei stessa era stata migrante, patendo discriminazione e fame. Dal balcone lanciò la sua benedizione al ragazzo che le aveva chiesto aiuto, augurandogli buona fortuna.

Pressappoco così reagirono tutte le persone alle porte delle quali la Iena aveva bussato. Un'altra signora, che non aveva niente da dare in casa, si mise al volante insieme al marito, tornò carica di buste della spesa e abiti. Una straordinaria, commovente, gara di solidarietà alla quale gli oritani parteciparono senza risparmio.

Tutti tranne uno. L'imbianchino denunciato dai militari. Le immagini ritraggono la Iena travestita che si avvicina al cancello della villa in campagna e suona al citofono, chiedendo da bere. Il proprietario esce impugnando un'arma e spara, uno, due colpi. Sbaglia mira, e per fortuna, Golia scappa. Non contenti, i due compari proseguono la caccia in tre, a bordo di un'auto, dalla quale il ventenne brandisce un bastone per rincarare la dose di persuasione.

A poche ore dalla messa in onda del servizio su Italia 1, i carabinieri del Norm di Francavilla Fontana al comando del tenente Simone Clemente, hanno individuato la villa dalla quale sono partiti gli spari. Straordinariamente collaborativi i residenti della zona, grazie ai quali gli investigatori hanno individuato il proprietario. A corroborare gli indizi acquisiti tramite i testimoni, il filmato impresso dalle telecamere del sistema di video-sorveglianza della villetta stessa. Il raid razzista insomma, era stato immortalato in casa. L'8 aprile l'uomo viene denunciato, il filmato televisivo e quello artigianale acquisito agli atti del pm Giuseppe De Nozza.

Sostituto procuratore particolarmente refrattario ai rigurgiti di razzismo post-moderni, lo stesso che il 3 settembre scorso chiese pubblicamente scusa, in aula, al giovane rifugiato nigeriano Osas Friday, 24 anni, finalmente libero dopo aver subito nove giorni in carcere e un processo, con l'accusa che si è rivelata del tutto falsa di aver minacciato con un coltello il consigliere comunale del Pdl di Francavilla Fontana Benedetto Proto. Dalle scuse, in nome del popolo italiano, alla denuncia per calunnia, formulata d'ufficio, contro il consigliere stesso che il giorno stesso rassegnò le dimissioni. Tocca adesso al magistrato inquirente decidere se la storia con appendice e antefatto televisivi, e gli indizi a carico dell'indagato siano sufficienti per il rinvio a giudizio oppure no.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sparò alla Iena-finto migrante: "Signor giudice, sono profondamente pentito"

BrindisiReport è in caricamento