Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Spento il portale web dei musei, costato decine di migliaia di euro

Tra una possibile chiusura e un'altra, quella della Biblioteca e del Museo Provinciale "Francesco Ribezzo" di Brindisi, spuntano fuori le occasioni perse, che in qualche modo contribuirebbero al rilancio di alcuni beni della città e del territorio provinciale

BRINDISI - Tra una possibile chiusura e un’altra, quella della Biblioteca e del Museo Provinciale “Francesco Ribezzo” di Brindisi, spuntano fuori le occasioni perse, che in qualche modo contribuirebbero al rilancio di alcuni beni della città e del territorio provinciale.  A dimostrazione di questo c’è l’istituzione di una rete online dei musei della provincia brindisina, attraverso la realizzazione di un  portale web dedicato, ma da un anno inattivo.

Secondo quanto emerso dalla sede della Provincia, attraverso l’ingegnere Sergio Rini, dirigente dell’Ufficio Provinciale  Servizi Tecnologici, dopo la pubblicazione del bando, avvenuta nel 2009 per l’affidamento del progetto “Musei della Provincia di Brindisi in rete”, nel 2010 venne realizzato dalla  società cooperativa “Studio Amica” di San Donaci (stessa ditta che ha realizzato il sistema informatico per gli “appalti puliti” a L’Aquila) che, vinse l’appalto, un sito internet  per l’informatizzazione  di tutti i musei locali, rimasto attivo fino all’inizio dello scorso anno e bloccato a causa di intoppi burocratici.

Si, perché dietro la chiusura del portale web in questione pare ci siano le mancate autorizzazioni del Ministero dei Beni Culturali per la pubblicazione su internet di dati e fotografie dei singoli musei. A questo – va aggiunto – che il progetto, costato alla Provincia 80mila 750 euro, prevedeva la realizzazione del portale, attraverso uno studio dettagliato e l’inserimento dei contenuti forniti dai vari musei, oltre alla formazione del personale addetto alla manutenzione del sito web e molto altro ancora. Ma a riguardo tutto è fermo e  il portale inattivo ancora oggi (venerdì 3 aprile 2015) non si sa se mai tornerà a funzionare.

“Dopo la pubblicazione del bando e l’affidamento del lavoro alla cooperativa ‘Studio Amica’  - ha affermato l’ingegnere Rini – il portale è stato realizzato alla fine del 2010 e di fatto subito attivato, ma poi, abbiamo dovuto bloccarlo in quanto mancavano le autorizzazioni del Ministero per la pubblicazione di alcuni dati e foto su internet. Il sito web, infatti, è fermo da circa un anno e devo dire che, al momento, non sappiamo quando tornerà ad essere attivo anche perché, nel caso decidessimo di rimetterlo in funzione, occorrerà prima rivederlo e modificarlo, considerato che nel corso del tempo la tecnologia è andata avanti e il portale, così come è stato realizzato, oggi risulterebbe obsoleto. In ogni caso, per adesso, il progetto è bloccato, poi in base a ciò che avverrà in futuro valuteremo il da farsi”. Ma quale futuro? Le Province stanno per essere definitivamente sciolte.

Ma sulla sorte del portale è diversa la spiegazione dei fatti offerta da uno dei realizzatori, Giovanni Crastolla. "Mi fa piacere che se ne parli. All'epoca lavoravo presso lo Studio Amica e ho sviluppato tutta la parte di gestione del portale, quella che in pratica non si vede. Altri colleghi svilupparono la parte grafica e la parte relativa alle visite virtuali dei musei.Il progetto è stato interessante ed impegnativo, è stato un bel progetto. Peccato che non ci sia stata l'occasione di mostrarlo. In pratica, contrariamente a quanto affermato, il portale non ha mai visto la luce. Non c'è stata mai alcuna inaugurazione né presentazione alla stampa".

"Non è stato mai pubblicato poiché la Sovraintendenza dei beni culturali non ha dato, all'epoca, l'autorizzazione al pubblicare le foto degli oggetti esposti nel museo, perché di loro proprietà.  E la cosa triste è che la Provincia, a quel che ne so, ha accettato passivamente la volontà della Sovraintendenza. I musei coinvolti nel progetto erano: Brindisi, Latiano, Mesagne e Ceglie. Una occasione davvero sprecata.
E' stato un bando nato male. Infatti, fu affidato ai Lavori Pubblici, anziché  essere affidato al settore di competenza. Inoltre, anche la realizzazione del bando è costata. Fu incaricato un esperto per la redazione del progetto", spiega Giovanni Castolla.
"Ancora una precisazione, La Provincia non spese 80 mila euro, quello era l'importo a basa d'asta, ma meno. Lo Studio Amica si aggiudicò il progetto, oltre al punteggio tecnico relativo al miglioramento del progetto base, anche per l'offerta economica presentata". 
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