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Arriva la polizia: presunto pusher tenta di disfarsi della droga gettandola nel water

La Squadra Mobile ha recuperato diversi involucri di cocaina ed hascisc nei pozzetti di ispezione di un palazzo in via Benvenuto Cellini, durante una perquisizione a casa di un soggetto agli arresti domiciliari. Continuo il via vai di presunti assuntori, ignari della presenza dei poliziotti

BRINDISI – Subito dopo aver bussato alla porta, i poliziotti hanno sentito il tipico scroscio prodotto dallo sciacquone di un water. In questo modo una persona già sottoposta ai domiciliari residente in via Benvenuto Cellini, al rione Sant’Elia, ha tentato di disfarsi di alcuni involucri di cocaina e hascisc. Ma dopo aver esaminato i pozzetti di ispezione posti alla base del palazzo, gli agenti, rovistando fra i liquami, hanno recuperato la sostanza stupefacente.

E’ culminata con una denuncia a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e il sequestro di cinque grammi di cocaina e 2,5 grammi di hascisc un servizio antidroga effettuato giovedì scorso (27 aprile) dagli uomini della Squadra Mobile di Brindisi al comando del vicequestore Antonio Sfameni. Ad entrare in azione sono stati i poliziotti delle Sezioni Antirapina e Antidroga coordinate rispettivamente dall’ispettore capo Giancarlo Di Nunno e dall’ispettore superiore Pasquale Carlino, con l’ausilio delle unità cinofile messe a disposizione dalla Polizia di Frontiera di Brindisi.

Quando i poliziotti sono entrati in casa del presunto spacciatore, lo hanno trovato in compagnia di persone estranee al nucleo famigliare. Non solo. Mentre era in corso la perquisizione, diversi soggetti, ignari della presenza delle forze dell’ordine, si sono presentate a casa del pusher, nonostante la misura degli arresti domiciliati non gli consentisse di ricevere ospiti. C’è chi si è qualificato ai poliziotti come estetista. Un altro ha detto di essere un tubista. Un altro ancora ha riferito di essere un elettricista. In realtà il sospetto degli investigatori è che si trattasse di clienti del pusher andati fin lì per acquistare delle dosi di droga. Basti pensare che uno di questi aveva in mano una banconota da 20 euro e una siringa. 

Quell’appartamento in via Benvenuto Cellini, insomma, era meta di un continuo via vai di persone. E per monitorare il flusso di visitatori, il proprietario aveva installato una telecamera le cui immagini venivano proiettate su un monitor sprovvisto di hard disk. L’attività di spaccio gestita dal denunciato sarebbe inoltre dimostrata dal ritrovamento, nel water, di un piccolo taccuino con annotazioni dare/avere riferite a “grammi” e seguiti da cifre, bustine di cellophane del tutto similari a quelle impiegate per confezionare la droga in dosi, un taglierino e due coltelli (uno che presentava la punta piegata e la lama annerita e l’altro con tracce di una sostanza chiara).

Il cerchio si è chiuso quando nei pozzetti di ispezione dello stabile sono stati recuperati quattro involucri di cellophane con all’interno cinque grami di cocaina e un altro involucro di cellophane contenente 2,5 grammi di hascisc. Il tutto è stato posto sotto sequestro. 

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