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Cronaca Ostuni

Stalking galeotto: omicida perseguitava dalla cella la sua ex. Nuova misura cautelare

FRANCAVILLA FONTANA – Decine di missive scritte e inviate clandestinamente da una cella con frasi del tenore: “Ho già ucciso per difenderti”, “Nessuno può prendere il mio posto, ricordati di Cosimo” ed ancora ambasciate portate direttamente da ex galeotti, una volta riguadagnata la libertà, per convincere la sua ex a tornare con lui. Minacce, pressioni, lettere intimidatorie in quantità e perfino ambasciatori conosciuti nelle patrie galere per convincere la sua ex a non abbandonarlo. Nuovo arresto, questa volta per l'accusa di stalking nei confronti di Donato Greco, 39 anni di Ostuni che per quasi un decennio avrebbe perseguitato la sua ex compagna.

OSTUNI - Decine di missive scritte e inviate clandestinamente da una cella con frasi del tenore: "Ho già ucciso per difenderti", "Nessuno può prendere il mio posto, ricordati di Cosimo" ed ancora ambasciate portate direttamente da ex galeotti, una volta riguadagnata la libertà, per convincere la sua ex a tornare con lui. Minacce, pressioni, lettere intimidatorie in quantità e perfino ambasciatori conosciuti nelle patrie galere per convincere la sua ex a non abbandonarlo. Nuovo arresto, questa volta per l'accusa di stalking nei confronti di Donato Greco, 39 anni di Ostuni che per quasi un decennio avrebbe perseguitato la sua ex compagna.

Finisce un incubo per la trentenne che aveva stretto con lui una relazione sentimentale, durata qualche mese nel 2001. Prima che Greco, uccidesse con una pistola calibro 7.65 (arma mai rinvenuta) l'altro ostunese Cosimo Bellanova, che aveva avuto solo la sfortuna di aver ospitato per una notte la trentenne dopo un litigio col suo ex compagno. Greco, all'epoca, avrebbe sfigurato anche il cadavere di Bellanova per evitare il suo immediato riconoscimento. Nel 2004 ricevette un nuovo provvedimento restrittivo nell'operazione antimafia "Il professore" che condusse a 111 arresti. Nel suo fitto curriculum oltre ai reati di omicidio, associazione mafiosa, quelli di contrabbando, estorsione e spaccio di droga.

Le minacce alla ex compagna da parte di Greco erano iniziate già nel 2001, ma è dal 2006 che si fanno più pressanti fino alla fine del 2010. Arrivano per lettera, dal momento che si trova rinchiuso nel carcere di Taranto dove ha ricevuto l'ultima ordinanza di custodia cautelare di una lunga serie. Le indagini condotte dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Francavilla Fontana - guidati dal tenente Simone Clemente -, con il coordinamento del pm Valeria Farina Valaori, hanno permesso di provare la costanza con cui è stato portato avanti l'atteggiamento intimidatorio.

Al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche la posizione di altre tre persone, gli ambasciatori delle lettere di minaccia, che si sarebbero limitati a riferire o portare i messaggi di Donato Greco, ma contribuendo - visti i loro precedenti - ad aumentare lo stato di terrore in cui era piombata la giovane finita, per tutto ciò, anche in cura per anoressia.

Rasenta l'ossessione anche lo scenario di quel delitto avvenuto tra il 6 ed il 7 febbraio 2001 accanto ad un muro a secco nelle campagne di contrada Boccadoro, tra Ostuni e Ceglie Messapica. Cosimo Bellanova stava fumando quando Greco gli sparò prima in faccia e poi al cuore con una semiautomatica calibro 7,65. La vittima, quando il corpo fu rinvenuto, stringeva ancora in mano un pacchetto di Marlboro. Aveva osato intromettersi, secondo l'assassino, nella relazione tra egli e la donna che aveva deciso di lasciarlo. Il 13 febbraio Greco fu sottoposto a fermo dai carabinieri della compagnia di Francavilla.

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