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Cronaca

Stalking: querela ritirata, ma va a processo

BRINDISI - Nonostante la riappacificazione pressoché immediata, per altro constatata “in flagranza” dai poliziotti che al momento dell’esecuzione dell'arresto trovarono stalker e vittima a dormire nello stesso letto, il ragazzo dovrà comunque affrontare un processo.

BRINDISI - Nonostante la riappacificazione pressoché immediata, per altro constatata "in flagranza" dai poliziotti che al momento dell'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere trovarono stalker e vittima a dormire nello stesso letto, il ragazzo dovrà comunque affrontare un processo.

C'era stata infatti remissione di querela da parte della fidanzata che aveva denunciato atti persecutori, ma Francesco Andriola, 26enne di Brindisi, difeso dall'avvocato Luca Leoci, dovrà comunque presentarsi dinanzi al giudice monocratico Vittorio Testi per rispondere di rapina (di un cellulare), danneggiamento aggravato e minacce gravi, reati per cui si procede d'ufficio e quindi è del tutto ininfluente per l'accusa se vi sia o meno querela di parte.

Stamani si è celebrata l'udienza preliminare dinanzi al gup Maurizio Saso. L'inchiesta era del pm Valeria Farina Valaori. L'arresto di Andriola, che fu subito rimesso in libertà proprio su istanza dell'avvocato Leoci, risale al febbraio scorso. I fatti contestati al giovane risalivano a un mese prima, al gennaio 2013 quando, secondo quanto fu riferito dalla sua compagna, egli aveva esagerato sottraendole il telefonino e proferendo frasi irripetibili.

Lei lo perdonò, nonostante fosse andata in questura per raccontare tutto ai poliziotti. E quando gli agenti bussarono alla porta di casa del 26enne trovarono la coppia che si era ricomposta. Finita la guerra, scattarono comunque le manette.

Vi fu poi remissione di querela e quindi la revoca della misura cautelare dopo una notte trascorsa al fresco. Non si scherza con la giustizia, i procedimenti vanno avanti se ci sono comportamenti "censurabili" anche quando chi li ha subiti ha perdonato o addirittura dimenticato. Il gup ha accolto la richiesta dell'accusa (il pm di udienza era stamani Manuela Pellerino) e ha mandato a processo il 26enne per quei comportamenti che avevano violato la legge, secondo quanto accertato dalla polizia, e non per gli atti persecutori nei riguardi della fidanzata.

Davanti al Tribunale, in composizione monocratica, Andriola dovrà dimostrare d'essere innocente per ottenere l'assoluzione. Convincere il giudice talvolta è impresa più ardua che ottenere la "grazia" dalla propria fidanzata.

 

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