Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Punta del Serrone, l'altro parco urbano dimenticato

Una distesa di scogli, macchia mediterranea e costruzioni di una non lontana eredità militare a ridosso della costa brindisina, il parco marino di Punta del Serrone, inaugurato nel luglio del 2014 dopo una costosa operazione di bonifica

BRINDISI - Una distesa di scogli, macchia mediterranea e costruzioni di una non lontana eredità militare a ridosso della costa brindisina, il parco marino di Punta del Serrone, inaugurato nel luglio del 2014 dopo una costosa operazione di bonifica e rivalutazione, rappresenta l’ennesimo esempio di abbandono che caratterizza non poche realtà del territorio brindisino.

Parco Punta del Serrone 11-3

Dopo aver evidenziato lo stato in cui versa un altro parco marino, parco Sbitri, BrindisiReport.it punta il dito sulle condizioni dell’area di interesse storico naturalistico di Punta Penne - Punta del Serrone, quasi 23 ettari che si estendono dalla zona denominata Cavallino Bianco alla spiaggia di Lido Granchio rosso.

Dai diversi atti vandalici alla mancanza di manutenzione all’inciviltà di qualche brindisino che la storia di questo parco, sin dalla sua inaugurazione, è stata spesso al centro di fatti cronaca. Numerosi, infatti, gli incendi, di natura dolosa, che hanno sfregiato quest’area, mandando letteralmente in fumo macchia mediterranea e, in una occasione, anche la passerella, realizzata in plastica riciclata, che attraversa il parco.

Parco Punta del Serrone 1-3

Un episodio, quest’ultimo, accaduto a solo tre mesi dall’inaugurazione (30 settembre 2014), quando l’impianto di video sorveglianza, costato all’incirca 100 mila euro e mai effettivamente entrato in funzione, ancora non era stato installato, ma la cui natura dolosa non aveva lasciato dubbi a chi intervenne sul posto per placare l’incendio.

Da quel settembre del 2014 poco è cambiato, gli episodi di vandalismo si sono ripetuti e l’area, rivalutata per offrire ai cittadini e ai turisti percorsi dedicati, è sempre più “vittima” di un disinteresse collettivo.

Parco Punta del Serrone-2

Un vero peccato perché il parco, oltre a racchiudere al suo interno elementi naturalistici, habitat caratteristici per la flora e la fauna della regione mediterranea, comprende alcune strutture di difesa della costa risalenti, in alcuni casi, alla fine dell’Ottocento, di sicuro interesse storico. Batteria Menga, fortificazione dedicata alla difesa antinave e antiaerea, le cosiddette casematte, deposito di materiale esplosivo e di armi, seppur inutilizzabili e completamente murate, testimoniano un passato nel quale le coste brindisine erano i principali punti di osservazione e difesa contro un nemico proveniente dal mare.

Anche quest’area, purtroppo, non riesce a sfruttare quel retaggio storico e quei doni della natura che, in altre realtà, anche non troppo distanti, fanno da volano per un turismo che troppo spesso evita il territorio brindisino.

Parco Punta del Serrone 3-3

Un’area che, in futuro potrebbe regalare altre sorprese, altre scoperte, basta ricordare infatti che nel 1992, proprio nelle acque antistanti Punta del Serrone furono rinvenuti i Bronzi di Brindisi, ma che, ad oggi, è l’ennesimo esempio di come questa città riesca a sprecare i propri tesori.

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