Cronaca

Stipendi e Tfr in ritardo: ancora disagi negli appalti della Marina Militare

Gli stipendi arrivano con “enorme” ritardo e bisogna sudare le sette camice per ottenere Tfr e competenze di fine lavoro, nei continui avvicendamenti fra le aziende che rilevano gli appalti. Non riescono a dormire sonni tranquilli i lavoratori delle ditte appaltatrici che operano nella Marina Militare di Brindisi, nei settori delle mense e delle pulizie. Lo riferisce il sindacato Cisl-Fisascat

BRINDISI – Gli stipendi arrivano con “enorme” ritardo e bisogna sudare le sette camice per ottenere Tfr e competenze di fine lavoro, nei continui avvicendamenti fra le aziende che rilevano gli appalti. Non riescono a dormire sonni tranquilli i lavoratori delle ditte appaltatrici che operano nella Marina Militare di Brindisi, nei settori delle mense e delle pulizie. E’ il sindacato Cisl-Fisascat, attraverso una nota firmata dal segretario territoriale Antonio Baldassarre, a battersi per la loro causa, lanciando un appello all’autorità militare.

Il problema riguarda circa 30 brindisini che lavorano per le ditte Artra e Ital Pulizie, alle quali sono stati affidate due diversi appalti. Nella nota sindacale si parla di “ennesima ingiustizia che viene perpetrata nei confronti dei lavoratori che operano negli appalti della Marina militare di Brindisi”.

Perché “oltre a subire negli anni un taglio del proprio monte ore ormai arrivato ai minimi contrattuali (10/12 ore settimanali) - si legge nel comunicato sindacale - questi lavoratori sono costretti a cambiare ditta ogni 3-6 mesi con difficoltà enormi nel riscuotere i Tfr e le competenze di fine rapporto”. La Cisl rimarca inoltre la sussistenza di “gravi ritardi nel percepire lo stipendio da fame”.

“Più volte – scrive Baldassarre – abbiamo sollecitato i vari enti e gli stessi comandi della Marina Militare ma i nostri appelli e le nostre rivendicazioni sono cadute nel vuoto della più totale indifferenza, anzi alcune volte i nostri interventi sembravano dar fastidio ai superiori”.

Da quanto riferisce il sindacato, “le due ditte che si alternano da alcuni anni negli appalti giustificano i loro ritardi con i mancati pagamenti delle fatture che seguono un iter burocratico a dir poco camaleontico, ma ciò non può giustificare un comportamento che si protrae da diversi mesi e che crea enorme disagio ai lavoratori e alle proprie famiglie”.

La Cisl allora si appella alla Costituzione, che sancisce “il diritto ad essere retribuito a fronte di una prestazione lavorativa”. Per questo “dispiace verificare – prosegue Baldassarre – che all’interno di una struttura militare questo diritto non viene rispettato”. L’organizzazione sindacale chiede quindi “un autorevole intervento alle istituzioni militari per porre tutte le misure possibili affinché venga ripristinata una situazione normale all’interno degli appalti suddetti e si garantisca ai lavoratori quel misero salario mensile”. 

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