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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca Piazza Cairoli

"Stop a illegalità e caporalato": sit in nel ricordo di Sacko in piazza Cairoli

Manifestazione convocata per giovedì 7 giugno a seguito dell'omicidio di un militante sindacale di colore avvenuto a Gioia Tauro

Le Associazioni Cgil, Flai Cgil, Libera, Anpi, Arci, Comunità Mali, Nigeria, Ghana, Burkina Faso indicono un sit-in in Piazza Cairoli per giorno 7 giugno 2018 dalle ore 17,00 alle ore 19,30.

Di seguito, una nota congiunta degli organizzatori

L’illegalità e lo sfruttamento che persistono nel lavoro pone la necessità urgente di utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla legge 199/2016 contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro che prevede la condivisione e pianificazione degli interventi in sede Istituzionale. Ciò al fine di migliorare le condizioni dei lavoratori e arginare ogni forma di razzismo e xenofobia sempre più dilagante .

Occorre una politica di integrazione che risolva il problema residenziale dei lavoratori stranieri; perciò, è necessario stabilire le condizioni che puntino ad un’accoglienza diffusa sul territorio.

Un militante sindacale di colore - regolarmente stabilizzato in Italia -  è la prima vittima a circa 48 ore dall’insediamento del nuovo Governo e per la quale il nuovo Ministro dell’Interno dovrà necessariamente dare spiegazioni su quanto accaduto. Le indagini sulla matrice dell’attentato sono in corso, e siamo tutti certi che la magistratura verrà a capo del commando dei 4 balordi che hanno sparato sul gruppo di ragazzi Somali allocati presso la baraccopoli di San Ferdinando nella piana di Gioia Tauro in Calabria, uccidendo Sacko Soumali e ferendo due suoi connazionali.

In ogni caso un dato è certo, nel nostro Paese si sta diffondendo un clima esasperato sempre più incline all’odio, al disprezzo e alla scarsa tolleranza verso gli immigrati.  In buona sostanza si è sdoganato il pensiero razzista e xenofobo, tant’è che a valle dei proclami sull’ampliamento della legittima difesa, qualcuno ha pensato bene di dare il primo esempio di chiusura verso coloro che a breve rappresenteranno una scomoda presenza da arginare e contrarre sempre più con il respingimento.

Perché alcune dichiarazioni non lasciano adito a dubbi: “occorre avere mano salda sui migranti, anche abbattendo i finanziamenti che permettono a noi di ospitarli”. Tali farneticanti dichiarazioni non considerano che tutto ciò permette una nuova vita a gente che esce dalla guerra e dalla miseria.

Ma il dato significativo è ancor più grave se solo si consideri che questo ragazzo era presente in Italia regolarmente, lavorava e contribuiva all’incremento della nostra economia svolgendo lavori umili e magari non graditi agli stessi Italiani, ed era tanto integrato fra di noi da essere divenuto un rappresentante sindacale della sua categoria lavorativa.

Oggi il lutto è di ogni cittadino Italiano che crede nella cooperazione e nell’aiuto dei deboli, anche e soprattutto attraverso l’attività Sindacale che da sempre ha permesso ai più deboli di ottenere una tutela.

Quanto avvenuto è il risultato dell’assenza di adeguate politiche dedite ad una giusta accoglienza e integrazione dei Lavoratori, attesa la perdurante condizione di degrado e precarietà che contraddistingue molti territori del nostro Paese tra cui l’intero territorio della Piana di Gioia Tauro.

Ed è proprio un’accoglienza dignitosa lo snodo da cui partire per contenere la violenza e lo sfruttamento lavorativo di cui sono vittime questi lavoratori che spesso finiscono anche nella trappola del caporalato.

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