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Guardia di Finanza a Fasano

Guardia di Finanza a Fasano

Strade & appalti: sei indagati

FASANO - Un bitume da scandalo. Sei tecnici comunali e due imprenditori risultano indagati dalla Procura di Brindisi nell’ambito di un’inchiesta avviata dalla Guardia di finanza della Compagnia di Fasano a seguito di numerose opere stradali realizzate sul territorio comunale per conto della Pubblica amministrazione locale, che, per così dire, non sarebbero state realizzate proprio a regola d’arte. Vagliando 78 interventi, le fiamme gialle avrebbero appurato che i lavori eseguiti erano totalmente difformi da quelli previsti sia per qualità, sia per quantità.

FASANO - Un bitume da scandalo. Sei tecnici comunali e due imprenditori risultano indagati dalla Procura di Brindisi nell'ambito di un'inchiesta avviata dalla Guardia di finanza della Compagnia di Fasano a seguito di numerose opere stradali realizzate sul territorio comunale per conto della Pubblica amministrazione locale, che, per così dire, non sarebbero state realizzate proprio a regola d'arte. Vagliando 78 interventi, le fiamme gialle avrebbero appurato che i lavori eseguiti erano totalmente difformi da quelli previsti sia per qualità, sia per quantità.

In pratica, hanno accertato i militari della guardia di Finanza della compagnia di Fasano, le imprese appaltatrici avrebbero utilizzato meno asfalto di quanto avrebbero dovuto impiegare da contratto. Non solo. Quello utilizzato, poi, sarebbe risultato persino di qualità scadente. Al termine delle indagini, coordinate dal pm Valeria Farina Valaori, sono stati emessi così sei avvisi di garanzia nei confronti di quattro tecnici in servizio presso l'ufficio tecnico comunale di Fasano e due imprenditori di Lecce e Taranto.

Si tratta dell'imprenditore leccese Nicola Oronzo Delle Donne e del tarantino Guerino De Pascalis e di quattro direttori dei lavori, quattro tecnici comunali, gli ingegneri Leonardo D'Adamo e Francesco Leone e i geometri Dino Angelini e Vito Lapadula.

L'attività investigativa è stata svolta a partire dal 2008 dai militari guidati dal capitano Francesco Calimero. Due le ipotesi di reato contestate dalla Procura: frode nelle forniture pubbliche (articolo 356 del Codice penale) ed inadempimento nei contratti di pubbliche forniture per le due aziende aggiudicatarie nel 2006 di due appalti che complessivamente ammontavano ad oltre un milione e mezzo di euro.

I baschi verdi avrebbero appurato che ci sarebbe stata una frode nell'esecuzione del contratto stipulato tra la pubblica amministrazione e le ditte aggiudicatarie dei lavori. I quattro tecnici invece, in qualità di direttori dei lavori hanno omesso di effettuare le dovute verifiche, ovvero di vigilare sugli interventi.

Nel corso delle indagini la Procura ha anche nominato un consulente tecnico che ha quantificato in oltre 150 mila euro il danno erariale subito dal Comune di Fasano: circostanza già segnalata alla Corte dei Conti di Bari, per gli ulteriori sviluppi sotto il profilo amministrativo. Un'inchiesta, dunque, destinata a sollevare scalpore ma anche polemiche di natura politica. Una bufera giudiziaria che piomba al Palazzo di città in piena campagna elettorale. Va da sé che a dare linfa all'attività investigativa ci sarebbe anche una recente delibera comunale, che in tema di qualità dei lavori fissava criteri e parametri assai rigorosi.

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