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Strade urbane nel degrado: quel che resta della segnaletica orizzontale

Vincenzo Albano: "Risulta in moltissimi casi  sbiadita, poco visibile  o addirittura completamente cancellata"

BRINDISI - E' evidente a tutti lo stato di grande sofferenza della segnaletica orizzontale esistente da tanto tempo in città,  che risulta in moltissimi casi  sbiadita, poco visibile  o addirittura completamente cancellata.  In molti si chiedono se all'interno dell'Amministrazione Comunale ci sia qualcuno che ne  controlli l'efficienza, ma anche assicuri la  sicurezza dei percorsi relativi agli attraversamenti pedonali, eliminando  tempestivamente gli eventuali ostacoli determinate dalla presenza di buche o chianche dissestate, sprofondate, che  stanno lì pronte a far male alla minima distrazione. Ma che diventano pericolosissime, quando si occultano perché piene di acqua.

Una condizione che come tutti sanno incide sulla sicurezza della circolazione e sulla incolumità dei cittadini, che persiste da molti mesi, senza che nessuno abbia avuto la voglia o sentito il dovere di intervenire, che denota  grande disinteresse anche intorno a questo problema. Forse  perché  si ritiene marginale, di poco conto, che possa essere tranquillamente  trascurato. Nonostante quanto dispone il  codice della strada.

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Del resto come potrebbe essere altrimenti.  Per il peggio questa città,  si è sempre collocata ai primi posti delle classifiche nazionali, per grande merito delle amministrazioni che si sono avvicendate in questi ultimi venti anni, molto spesso naufragate miseramente nelle aule del tribunale. Non è che con la venuta del commissario le cose sia cambiate di molto.

Una recente ricerca ha rilevato che, in Italia, 1/3 della segnaletica stradale  non è in regola con la nostra normativa   perché inesistente o danneggiata o scarsamente visibile  o in posizione errata. La stessa ricerca ne ha confermato l’importanza ai fini della sicurezza stradale perché sono in aumento i casi di incidenti stradali in cui, tra le cause o le concause, vengono individuate quelle relative alla segnaletica.
Il ministero, riconoscendo l'importanza del problema, in diverse circostanze ha emanato direttive ai comuni italiani, richiamando la loro attenzione sulla corretta installazione e manutenzione della segnaletica, specialmente in ambito urbano, dove avvengono molti  incidenti stradali.

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Richiami che non hanno scalfito la corazza di indifferenza dell'amministrazione,  né si può pensare che singole, sporadiche  iniziative possano alleggerire il peso di  una situazione, che appare problematica in gran parte della città. Una  legittima preoccupazione da parte dei cittadini, che viene avvalorata dall' insufficiente consistenza degli stanziamenti in bilancio.

Circola voce , non confermata, che l’Amministrazione abbia deciso di ridurre il ripasso della segnaletica orizzontale da due volte ad una sola volta all’anno che spiegherebbe le condizioni attuali di scarsa visibilità anche nei luoghi più a rischio ( Stop, precedenza, passaggi pedonali ecc). Ma sarebbe interessante comprendere in base a quali elementi di valutazione sia stata operata questa scelta considerato che, come sanno tutti, per effetto della vicinanza del mare la segnaletica orizzontale sbiadisce con più facilità.

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A meno che il problema della sicurezza dei cittadini, della loro incolumità siano stati ritenuti  secondari rispetto a quello economico. Non credo che sia un settore dove si possa risparmiare considerate le conseguenze sia sotto l’aspetto sociale, sia anche sotto quello economico, potendo l’inefficienza della segnaletica essere motivo di contenzioso, per risarcimento danni contro il Comune.

Una situazione che trasmette ai cittadini e ai turisti l'immagine di una città trascurata , abbandonata a se stessa, che richiama  sia la responsabilità dell'amministrazione, sia di chi è preposto alla dirigenza  del settore, che dovrebbero attivarsi in tempi brevi  a ripristinare l'efficienza della segnaletica orizzontale, ma anche eliminare il serio  rischio determinato per la presenza di buche o chianche dissestate negli attraversamenti pedonali come accade in piazza Cairoli, Corso Umberto, via Villafranca, viale Aldo Moro, solo per citarne qualcuna. Ora, senza rinviare come al solito alle calende o al prossimo commissario. 

 

                                                                   

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