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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Striscione di Forza Nuova contro lo Sprar. "Dimostrazione di ignoranza"

Il movimento neo fascista: "Chi di Sprar ferisce, di Sprar Ferisce". La vice sindaco De Vito: "Inviterei xenofobi e razzisti a documentarsi e studiare"

BRINDISI – “Chi di Sprar ferisce, di Sprar perisce”. I neo fascisti di Forza Nuova intervengono a gamba tesa nella vicenda riguardante la realizzazione di un centro di accoglienza per migranti minorenni e neo maggiorenni presso l’ex delegazione comunale del rione Casale, con uno striscione affisso nella tarda serata di giovedì (6 settembre) all’esterno dell'edificio situato in via Bafile. Il movimento di estrema destra si è unito al coro di no che ha accompagnato la candidatura dell’immobile al bando ministeriale sull’accoglienza, poche ore dopo la conclusione di una partecipata assemblea pubblica nel corso della quale il sindaco Riccardo Rossi ha spiegato ai cittadini le ragioni della decisione.

Lo striscione

La stessa Forza Nuova ha divulgato le foto dello striscione, attraverso un comunicato a firma dell’ufficio stampa “Forza Nuova Puglia e Basilicata" in cui viene ribadito un cliché già cavalcato in questi giorni dalle forze politiche di opposizione ostili all’arrivo dei migranti: quello della contrapposizione fra le risorse investite nell’accoglienza ai migranti e le “condizioni disagiate” in cui vivono “molti concittadini nei quartieri periferici abbandonati dall'amministrazione che raschia il fondo del barile chiedendo un finanziamento di 140 milioni di euro (in realtà, come spiegato da Rossi, il ministero concederà un finanziamento di 500mila euro per la riqualificazione dello stabile, mentre è pari a 100-150mila euro la somma che il Comune risparmierà grazie all’apertura del centro di accoglienza, ,ndr) per riempirci di clandestini minorenni”.

Riccardo Rossi, assemblea pubblica migranti delegazione Casale 4-2

Rossi: "Basta strumentalizzazioni, il Casale non sarà penalizzato"

Si tratta di un concetto già confutato da Rossi, il quale, nell’elencare i benefici derivanti dall’adesione al bando ministeriale, ha chiarito che non ci sarà “nessuna penalizzazione per i cittadini del Casale” e che ““il Comune di Brindisi segue anche i ragazzi italiani, non solo i minori stranieri”. Abbastanza discutibile (per usare un eufemismo) anche la toria del complotto secondo la quale “la sostituzione di popolo dietro la regia di Soros - si legge ancora nella nota di Forza Nuova - è già in atto”. “Il Comune – concludono i neo fascisti - avrebbe potuto scegliere gli altri progetti di finanziamento del Pon della legalità, ma ha scelto la via dell'accoglienza, forse perché sono pronte già le cooperative per inserirsi in questo progetto subdolo”.

Della vicenda, ad ogni modo, si sta interessando la Digos di Brindisi, che monitora l’ondata di polemiche, con tanto di raccolta firme alla quale hanno aderito già più di 1500 cittadini, suscitata dalla delibera adottata lo scorso 31 agosto dalla giunta di centrosinistra.

Il vice sindaco: "Dimostrazione di ignoranza"

Ma l’esecutivo, come ribadito ieri da Rossi, va avanti per la sua strada. “Questo striscione – dichiara a BrindisiReport la vicesindaco, Rita De Vito – è una dimostrazione di ignoranza rispetto a un tema (quello dell’accoglienza attraverso la rete Sprar, ndr) probabilmente non conosciuto. Inviterei gli addetti ai lavori o chi ha voluto esprimere il proprio orientamento politico xenofobo e razzista a documentarsi e a studiare. Perché quella che sta venendo fuori in questi giorni  è una immagine di incompetenza e non conoscenza delle normative vigenti”.

La De Vito si riferisce, nello specifico, alle norme che disciplinano il sistema di accoglienza Sprar. “La legge – dichiara l’ex preside – prevede una serie di criteri rigidi e rigorosi nelle procedure e nei protocolli di assistenza e accoglienza. Per ottenere l’autorizzazione ad istituire un centro Sprar ci vogliono strutture con personale specializzato. Gli immigrati che vi approdano sono richiedenti asilo, quindi controllati tramite una rete di organizzazione che fa capo al ministero dell’Interno e che è ben rendicontata con scadenza prestabilita”.

Rita Ortenzia De Vito-4

La De Vito (foto in alto) esprime forte disappunto nei confronti delle “forze politiche di opposizione che cavalcano situazioni che non hanno motivo di destare preoccupazione”, instillando la paura “di una implementazione dei problemi legati alla sicurezza, al decoro pubblico e alla convenienza civile”. “Ritengo – prosegue la vice sindaco – che l’amministrazione comunale, non potendo non approfittare dei bandi pubblici per intercettare finanziamenti, diventati ormai l’unica fonte per poter investire in servizi, non debba essere strumentalizzata in questo modo”.  

La De Vito ammette che “sarebbe stato opportuno incontrare la cittadinanza prima della delibera di giunta”. “Ma se si tiene conto  - spiega  - che il bando è stato pubblicato il 29 maggio con scadenza il 15 settembre 2018, che la giunta si è insediata il 16 luglio, che le ferie estive hanno causato una carenza di personale negli uffici comunali e che abbiamo dovuto visionare le strutture disponibili, nella ristrettezza temporale oggettiva, non è stato possibile coinvolgere la cittadinanza”. “Da parte nostra – conclude la De Vito – non c’era alcuna recondita volontà di tenere la decisione nascosta. La trasparenza e il confronto con la città è una prerogativa che continueremo ad attuare”.

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