Cronaca

Violenza sessuale su minore, imputato studente di 19 anni

La Procura chiede il processo per il liceale di Brindisi ai domiciliari dal 20 maggio 2016. Il padre e lo zio del dodicenne accusati di aver aggredito con un martello il maggiorenne che nel frattempo si è diplomato. Secondo l'accusa i contatti avvenivano su Fb, gli abusi nel parco Cesare Braico

BRINDISI – La Procura ha confermato l’accusa di violenza sessuale su un ragazzino di 12 anni e ha chiesto il processo per lo studente di 19 anni, ai domiciliari dal 20 maggio 2016. Il processo è stato chiesto anche per il padre e per lo zio del minore in relazione all’aggressione subita dal maggiorenne a colpi di martello: il primo viene indicato come istigatore delle lesioni, nonostante l’altro abbia confessato di essere stato l’unico a picchiare il liceale, escludendo che il genitore fosse a conoscenza dell’incontro.

Marco DinapoliSulle richieste di rinvio al giudizio del Tribunale di Brindisi deciderà il giudice per l’udienza preliminare Maurizio Saso. Le istanze portano la firma del procuratore capo Marco Dinapoli, il quale ha voluto seguire in prima persona la delicatissima indagine svolta dagli agenti della Mobile dopo la denuncia della madre del ragazzino di 12 anni nel mese di marzo dello scorso anno. La donna riuscì a leggere alcune chat del figlio e scoprì che veniva contattato dal profilo di una ragazza per incontri nel parco del Cesare Braico.

Era un fake, identità falsa, in realtà corrispondente a quella di un ragazzo di 19 anni, iscritto all’ultimo anno di un liceo. Il maggiorenne ha conseguito la maturità, dopo essere stato autorizzato a lasciare gli arresti domiciliari per recarsi a scuola e sostenere le prove d’esame.

Lo studente, a sua volta, denunciò di essere stato aggredito una domenica di novembre 2015 negli scantinati del complesso residenziale "Appia Verde", in via Cappuccini a Brindisi. Con questa accusa venne arrestato il padre del minore. Il genitore, difeso dall’avvocato Gianluca Palazzo, rimase ai domiciliari per 12 giorni, sino a quando negli uffici della Procura si presentò lo zio del minore per confessare di essere stato autore dell’aggressione. Ad accompagnarlo c’era l’avvocato Valentina De Mitri, disse di non aver usato un martello ma di aver sferrato due cazzotti al viso del ragazzo e di avergli fatto male perché aveva un anello.

Alla luce dell’ammissione di responsabilità da parte dello zio, il gip Luigi Forleo scarcerò il padre che, dal canto suo, aveva sempre respinto l’accusa. Secondo il procuratore capo ci sono elementi per sostenere che sia stato lui a istigare la violenza. Nei mesi precedenti è stato disposto l’incidente probatorio per ascoltare il dodicenne indicato come parte lesa e un ragazzino della stessa età che secondo gli agenti della Mobile sarebbe stato contatto su Facebook dal maggiorenne. E’ stato, inoltre, conferito incarico per la perizia su telefonini e computer per leggere messaggi e chat di Facebook e Whatsapp.

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