Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Con il progetto per ripulire il mare, studenti brindisini ai quarti di Innovation game

Ripulire il mare per consegnare alle generazioni future un mondo migliore. Questa è la mission della startup “Recol”, ideata dagli studenti della IV G del Liceo Scientifico “Fermi-Monticelli” di Brindisi e che, pochi giorni fa, è approdata ai quarti di finale della “Startup Junior Club”, competizione fra studenti (dai 16 ai 20 anni) in corso di svolgimento ad Innovation Game, il programma di Repubblica.it

BRINDISI - Ripulire il mare per consegnare alle generazioni future un mondo migliore. Questa è la mission della startup “Recol”, ideata dagli studenti della  IV G del Liceo Scientifico “Fermi-Monticelli” di Brindisi e che, pochi giorni fa, è approdata ai quarti di finale della “Startup Junior Club”, competizione fra studenti (dai 16 ai 20 anni) in corso di svolgimento ad Innovation Game, il programma di Repubblica.it in onda ogni mercoledì alle ore 21 e condotto dal giornalista Riccardo Luna.

Intraprendenti e determinati sono 11 i liceali brindisini, protagonisti di questo viaggio nell’Italia dell’innovazione. Un progetto, il loro, complesso, ma che, visti i presupposti, potrebbe essere destinato a diventare una splendida realtà. Desiderosi di vivere in un ambiente mite e pulito, per fronteggiare quindi le problematiche legate a qualsiasi forma di inquinamento marino i ragazzi, dopo giorni e mesi di studio, hanno pensato ad un sistema di recupero e trattamento delle acque contaminate di sentina da cui ricavare acqua industriale, olio combustibile  e sale. Tre prodotti che, una volta ottenuti, verrebbero rivenduti sul mercato a prezzi competitivi.

Praticamente e sostanzialmente l’impresa da loro creata si occuperebbe di farsi consegnare l’acqua sporca delle navi, riposta in cisterne specifiche, al fine di ripulirla per ricavare gli elementi sopra citati. Un’attività che – secondo quanto ha spiegato Davide Papaleo, componente di Recol a nome anche dei suoi compagni –svolgerebbero in collaborazione con aziende del territorio specializzate che operano nel settore chimico-fisico, attraverso un rapporto di affiliazione tra la loro startup e le stesse.

Davide Papaleo-2“Il nostro – ha detto – può essere sintetizzato come progetto delle 3E: etico, ecologico ed economico. L’impresa, infatti, racchiude in  sé tutte queste caratteristiche e vede alla base del processo produttivo prima di tutto il rispetto delle regole ambientali sullo stoccaggio e trasporto di materiali inquinanti. Dopo aver studiato norme e processi di lavorazione, ci siamo resi conto che sarebbe molto importante, anche per cominciare ad avviare l’attività, la cooperazione con altre realtà locali impegnate in questo campo, così da mettere in piedi, eventualmente, una sorta di rapporto di scambio: noi per utilizzare strutture e macchinari ci appoggeremmo all’azienda che vorrà stare al nostro fianco e quest’ultima, a sua volta, farebbe riferimento alla nostra impresa se dovesse aver bisogno di ciò che la stessa produce”. (guarda il video di presentazione)

“Amo il mare e sono convinto che questo sia una risorsa importante non solo per la città, ma per il nostro Paese e non possiamo permetterci di perderla. Tra l’altro,  si tratta di un’idea che può essere sviluppata in ogni porto, quindi potremmo iniziare da Brindisi ed espanderci in Italia. Vediamo cosa succede: stiamo facendo conoscere il progetto, stiamo continuando a studiare e a confrontarci con gente esperta. Ci auguriamo che presto tutto questo possa concretizzarsi, non sarà facile anche da un punto di vista economico, ma andiamo avanti. Ci crediamo e siamo ottimisti”, conclude Davide Papaleo.

Intanto la preside dell’istituto, Anna Maria Quarta, ha fatto sapere che la settimana prossima organizzerà un tavolo tecnico che si terrà a scuola con enti e associazioni di categoria per discutere tutti insieme del progetto e capire in che termini i ragazzi possano essere supportati affinché questo diventi realtà. “Costruire il lavoro per sé e per gli altri: questo è lo slogan della nostra scuola e il messaggio che quotidianamente cerco di trasmettere ai ragazzi – ha affermato la preside -. Loro sono partiti da un’idea che è nata e poteva morire al tempo stesso, invece, così non è stato: con convinzione e determinazione hanno portato avanti il progetto, affrontando situazioni non facili e arrivando a studiare  oltre quello che è il percorso scolastico, approfondendo aspetti tecnici ed economico-finanziari incredibili”.

“Questo, devo dire, che ha sorpreso piacevolmente me e tutti gli insegnanti che lavorano proprio per far sì che i giovani acquisiscano autonomia e indipendenza, necessarie per affrontare il mondo fuori. In ogni caso, noi come scuola, indipendentemente da come andrà a finire il concorso promosso da Repubblica  a cui i ragazzi stanno partecipando, avendo già ottenuto ottimi risultati,  continueremo a sostenere il progetto, cercando contatti con enti, società e associazioni di categorie del territorio interessate a sponsorizzarlo. E’ un gruppo di studenti capaci e che ha soprattutto le idee chiare e questa sono sicura sarà la loro carta vincente.”

A ciò, va aggiunto, che i ragazzi hanno creato un gruppo di lavoro sui social network: Whatsapp, Facebook e Instagram e che già Capitaneria e Legambiente hanno garantito pieno supporto per il progetto. Insomma, adesso bisognerà pensare alla prossima puntata di Innovation game per la sfida, non ancora in programma,  dei quarti di finale nella competizione, già sopra citata e che mette in palio un viaggio nella Silicon Valley per la presentazione del lavoro ritenuto migliore. “Dopodiché  - ha promesso Papaleo – attenderemo gli eventi senza mai abbandonare il nostro sogno e continueremo a lavorare sodo per realizzarlo.”

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