Cronaca

Studenti in marcia contro il governo Renzi: "No a alla Buona scuola"

Anche a Brindisi gli studenti hanno espresso il loro sdegno contro la bozza di riforma del sistema scolastico che oggi (12 marzo), salvo ulteriori rinvii, dovrebbe approdare in Consiglio di ministri. I ragazzi si sono ritrovati in quello che è ormai diventato il punto di partenza dei cortei studenteschi: il piazzale antistante alla stazione ferroviaria

BRINDISI – Anche a Brindisi gli studenti hanno espresso il loro sdegno contro la bozza di riforma del sistema scolastico che oggi (12 marzo), salvo ulteriori rinvii, dovrebbe approdare in Consiglio di ministri. I ragazzi si sono ritrovati in quello che è ormai diventato il punto di partenza dei cortei studenteschi: il piazzale antistante alla stazione ferroviaria. Alla testa dei manifestanti c’era come al solito il coordinatore provinciale di Uds Brindisi, La manifestazione degli Studenti-3Giulio Gazzaneo.

IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE

Dal corteo sono partiti cori di protesta nei confronti delle politiche del governo Renzi. “Stop all’austerità”, recitava uno striscione. Per qualche minuto, i ragazzi si sono fermati sotto alla sede della segreteria cittadina del Pd in via Conserva, dove è stato acceso un fumogeno.

Ma un poliziotto della Digos, che ha garantito il servizio d’ordine insieme a una pattuglia di carabinieri e a un mezzo del reparto Mobile, ha subito rimbrottato il protagonista di questa piccola intemperanza.

Il manipolo di manifestanti ha quindi proseguito la marcia lungo corso Garibaldi e viale La manifestazione degli Studenti 4-2Regina Margherita, fino ad arrivare al punto di approdo: la scalinata Virgilio. Ai piedi delle colonne Romane, la manifestazione si è conclusa. La mobilitazione è stata lanciata da Uds a livello nazionale. Decine di migliaia di studenti sono scesi complessivamente in piazza, in tutti i capoluoghi di provincia.

“Siamo notevolmente preoccupati – si legge in una nota stampa diramata giorni fa dall’Uds - rispetto alle linee guida presentate dalla Giannini poiché rispecchiano gli indirizzi tanto contestati de la Buona Scuola”.

“Dalla valutazione sino alla figura del dirigente scolastico, dallo school bonus fino alle detrazioni fiscali per gli iscritti alle private – si legge ancora nel comunicato - si insegue un modello di scuola lontano dai bisogni reali del Paese. Ancora una volta è emersa un sostanziale disinteresse verso il diritto allo studio, verso un’implementazione della democrazia nella governance scolastica, verso una riforma dei cicli e tante altre istanze portate negli ultimi anni”.

L’unione degli studenti lancia dunque la sfida al governo su cinque capitoli: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell’istruzione, un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata, finanziamenti per il rilancio dell’autonomia scolastica, una riforma della valutazione in chiave democratica, investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica”.

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