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Uno dei posto in cui erroneamente la notizia dello stupro, di un anno fa, è stata riproposta come se fosse un fatto recente

Uno dei posto in cui erroneamente la notizia dello stupro, di un anno fa, è stata riproposta come se fosse un fatto recente

"Stupro alla stazione Brindisi": un anno dopo, la notizia diventa una fake

Un fatto di cronaca del febbraio 2017 riproposto da testate nazionali come se fosse una notizia del giorno. E sul web si scatena l'ondata di razzismo

BRINDISI – Le dinamiche che portano alla divulgazione delle fake news sono subdole e imprevedibili. Talmente imprevedibili che può accadere che la vecchia notizia di un giovane italiano violentato da due extracomunitari venga riproposta a un anno di distanza, come se fosse un fatto di cronaca recente. E’ il caso dei due pakistani arrestati il 21 febbraio 2017 dalla Squadra Mobile di Brindisi, dopo aver abusato sessualmente di un ragazzo in attesa di un autobus.

La notizia da alcune ore campeggia sui siti internet di alcuni quotidiani a tiratura nazionale, con titoli del tipo: “Immigrati, orrore sessuale a Brindisi: due pakistani stuprano un ragazzo italiano in stazione”; “Orrore alla stazione di Brindisi: pakistani stuprano un ragazzo”; “Violenza shock a Brindisi: giovane stuprato da due uomini mentre aspetta il treno”. Tutti questi articoli sono stati pubblicati nella tarda mattinata odierna, come se la violenza sessuale, seguita dagli arresti dei presunti responsabili, fosse avvenuta poche ore prima. Ma in realtà si tratta di un episodio di un anno fa che già all’epoca dei fatti ebbe vasta eco mediatica.

Come è possibile, allora, che i giornali in questione abbiano preso una simile cantonata? Una spiegazione, forse, può essere individuata nel fatto che nella giornata di ieri, a un anno esatto dall’accaduto, le condivisioni degli articoli pubblicati da testate locali e nazionali il 21 febbraio 2017 sono state riproposte sulle bacheche Facebook di numerosi utenti, tramite una funzione che porta alla ricondivisione automatica di vecchi post. Qualcuno però ha ripreso i post come se si trattasse di notizie fresche, innescando (non si sa quanto involontariamente) un cortocircuito mediatico sfociato nella divulgazione di una vera e propria fake news (come si può definire, infatti, una notizia di un anno prima riproposta come se fosse una notizia del giorno?).

Eppure sarebbe bastato dare uno sguardo sui giornali online locali, o persino sui propri archivi di cronaca, se proprio non ci si voleva prendere la briga di fare una telefonata agli investigatori, per evitare di cadere nel tranello. Sta di fatto, però, che la notizia del ragazzo italiano stuprato da due migranti ha ripreso a circolare sui social network, provocando un’ondata di commenti (quasi tutti di stampo razzista) like e condivisioni. Qualche utente, in realtà, si è accorto dell’errore in cui è incappato il giornalista e lo ha fatto notare. Ma il fiume in piena di commenti carichi di odio, ormai, era tracimato. Emblematico, a tal proposito, è il seguente scambio di battute: “E’ una notizia vecchia, se non sbaglio”, scrive un utente; “Non importa, anche se fosse una notizia vecchia è uno schifo e chi ci ha portato questo orrore è complice morale”, gli risponde un altro internauta. 

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