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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Mesagne

Su quell'omicidio di dieci anni fa il presunto killer non risponde alle domande del giudice

BRINDISI - Avrebbero dovuto svolgersi entrambi questa mattina gli interrogatori di garanzia dei killer, veri o presunti, di Massimo Delle Grottaglie, ucciso dieci anni fa nella guerra di mala fra i clan della Scu. Di fronte al gip Alcide Maritati è comparso soltanto Antonio Campana, 31 anni, fratello del boss Francesco, detenuto nel carcere di Brindisi. Campana junior, la cui posizione è particolarmente complicata dalla intercettazione telefonica vecchia di dieci anni riportata recentemente dal pentito Ercole Penna, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Scena muta dunque, di fronte al pm Alberto Santacatterina e al difensore Massimo Murra. L’interrogatorio di garanzia di Carlo Gagliardi invece, 35 anni, si svolgerà domattina nel carcere di Parma dove il secondo uomo è attualmente detenuto, per effetto della rogatoria chiesta e ottenuta dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

BRINDISI - Avrebbero dovuto svolgersi entrambi questa mattina gli interrogatori di garanzia dei killer, veri o presunti, di Massimo Delle Grottaglie, ucciso dieci anni fa nella guerra di mala fra i clan della Scu. Di fronte al gip Alcide Maritati è comparso soltanto Antonio Campana, 31 anni, fratello del boss Francesco, detenuto nel carcere di Brindisi. Campana junior, la cui posizione è particolarmente complicata dalla intercettazione telefonica vecchia di dieci anni riportata recentemente dal pentito Ercole Penna, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Scena muta dunque, di fronte al pm Alberto Santacatterina e al difensore Massimo Murra. L?interrogatorio di garanzia di Carlo Gagliardi invece, 35 anni, si svolgerà domattina nel carcere di Parma dove il secondo uomo è attualmente detenuto, per effetto della rogatoria chiesta e ottenuta dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

Il più giovane dei Campana, finito in manette ieri mattina per effetto del blitz messo a segno dalla squadra mobile di Brindisi e dal commissariato di polizia di Mesagne, è accusato insieme a Gagliardi di aver premuto il grilletto contro Delle Grottaglie nel lontano 2001. Secondo l?impianto accusatorio i due esecutori materiali avrebbero agito in nome e per conto di Campana senior, Francesco, e del fratello Sandro. Delle Grottaglie era accusato di slealtà, per avere affiliato a sé uomini del clan avversario, accusa alla quale si sommava quella persino più grave di aver riferito alla polizia il luogo dove Francesco Campana si nascondeva alla fine degli anni Novanta, determinandone la cattura. Sono queste le ragioni che suggellano la condanna a morte del Mesagne, che scompare il 24 novembre 2001, all?alba della operazione Mediana. Il 16 dicembre successivo il cadavere di Massimo Delle Grottaglie viene ritrovato in contrada Campolisio, agro del comune salentino di Ugento, ai confini con Presicce. Il corpo è decapitato, probabilmente per effetto della decomposizione, il medico legale che eseguirà l?autopsia riscontrerà due ferite provocate da altrettanti colpi di arma da fuoco, uno alla tempia l?altro al torace.

La prima risposta al quesito su chi siano gli autori dell?omicidio arriva nel corso delle indagini sfociate nella successiva operazione antimafia battezzata Omnia, messa a segno dai militari dell?Arma. I fratelli Antonio e Sandro Campana vengono intercettati alle 17 del 17 dicembre 2001, ventiquattro ore dopo il ritrovamento del corpo di Delle Grottaglie. Sandro Campana chiama Antonio. Lo informa che ?là dove non prende il telefono, sono andate visite sai?. La conversazione viene riportata oggi nell?ordinanza di custodia cautelare a carico di Antonio Campana e Carlo Gagliardi: ?Appariva chiaro ? scrive il gip Alcide Maritati ? il riferimento alla perquisizione (visite) effettuate presso l?abitazione?. Antonio Campana non capisce a cosa il fratello si stia riferendo, il linguaggio usato è troppo criptico, e l?altro risponde: ?Tu ci vuole parecchio a capire! E come devo spiegartelo? che là? i cardetti là? li hanno zappati? hai capito? i cardetti li hanno zappati? e hanno trovato le cozze!!!?. L?intercettazione viene considerata indizio insufficiente per l?arresto, malgrado la straordinaria intuizione degli investigatori, l?indagine cade nel vuoto. Viene riaperta oggi, a dieci anni di distanza, grazie al pentito d?oro chiamato Linu lu biondu.

Precisamente di ?cozze? parla Penna agli investigatori in uno dei primi verbali rilasciati alla magistratura inquirente dopo la decisione di collaborare, che risale a novembre scorso. Dice il pentito: ?Dell?omicidio Delle Grottaglie mi ha parlato anche Sandro Campana successivamente alla sua scarcerazione avvenuta fra il maggio 2006 e l?inizio del 2007. In tale occasione mi manifestò di essere preoccupato poiché in occasione del ritrovamento del cadavere aveva parlato imprudentemente al telefono facendo cenno a tale avvenimento e dimostrando così di esserne a conoscenza, avvisando qualcuno del ritrovamento. Non so chi fosse l?interlocutore di tale telefonata perchè Sandro non me lo disse, ma fece cenno al fatto di avere parlato di cozze, o qualcosa di simile, termine che evidentemente costituiva un codice per evitare di fare cenno direttamente all?omicidio. Sandro mi disse di avere commesso in tale occasione una leggerezza??. Leggerezza per la quale il fratello minore, e Carlo Gagliardi, rischiano l?ergastolo.

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