Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

L'alta moda a Brindisi: un'operazione possibile dopo la sfilata di sabato

Coco Chanel una volta disse: “La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare, con le idee, con il nostro modo di vivere, con che cosa sta accadendo”

BRINDISI - Coco Chanel una volta disse: “La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare, con le idee, con il nostro modo di vivere, con che cosa sta accadendo”. Ecco perché quando si guarda una sfilata bisognerebbe avere lo stesso atteggiamento che si ha quando ci si reca in un museo. Opere d’arte in movimento, fuggevoli allo sguardo e passeggere come il tempo. Bisogna sentirli i vestiti che si osservano, lasciare che si raccontino, che ci narrino la loro storia, magica combinazione di tessuto e anima.

Non sempre però, nel campo della moda, questo risulta facile. L’opera d’arte sartoriale, per essere completa, ha bisogno di chi lo sappia indossare, della giusta atmosfera e di una corretta messa in scena. Bene, ieri sera a Miti Moda Muse c’era tutto questo. Ho sentito addosso il nero malinconico delle donne della notte di Calignano così come il sole cocente di un meridione di metà Novecento grazie agli abiti di Michele Miglionico.

Ho visto l’acqua delle ninfe create da Annamaria Petronella bagnare il palco. Massimo Orsini con i suoi abiti mi ha raccontato le mille sfaccettature di una donna, mentre Nino Lettieri ha portato su un altro livello le grafiche black and white, rendendo moderno e attuale il disegno di un mosaico all’interno di una domus pompeiana, mixandolo alle tecniche laser. Soprattutto, per la prima volta, questo succedeva a Brindisi grazie a Lele Carbone e Massimo Orsini (assieme a tutto il resto dello staff), che hanno lottato, anche contro gli agenti atmosferici, per insediare un evento di questo tipo nella nostra città, riuscendo infine a creare uno spettacolo di grande qualità.

Molto apprezzabile anche l’inserimento di un concorso per i giovani talenti (premio giuria tecnica: Ada Aprile con la collezione “Madame”, premio giuria critica: Emanuela Daniela Morleo con “Signorine Bon-Ton”), grazie al quale abbiamo potuto comprendere ancora di più tutto ciò che la realizzazione di un abito comporta e del lungo percorso fatto di studio e ricerca che un giovane stilista deve intraprendere per ottenere il successo artistico. L’Alta Moda può sbarcare a Brindisi? Ieri sera è stato dimostrato che si può, e noi speriamo che lo si faccia ancora.

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