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Susanna Camusso mercoledì in visita alla Cgil di Brindisi

Il segretario nazionale della Cgil si incontrerà con la segreteria generale di Brindisi. La nota di Antonio Macchia

Riceviamo e pubblichiamo una nota del segretario generale della Cgil Brindisi, Antonio Macchia, sulla visita del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, prevista per mercoledì (15 febbraio) presso la sede della Cgil di Brindisi. 

Nell’occasione la Segretaria Generale Nazionale, augurando buon lavoro a tutto il gruppo Dirigente ed ai Compagni del Sistema Servizi, si intratterrà sulle tematiche dei due referendum proposti dalla CGIL (abolizione dei voucher e ripristino responsabilità solidale negli appalti).
In qualità di Segretario Generale della CGIL di Brindisi sarà mia cura informare la Segretaria Susanna Camusso in merito alle numerose vertenze presenti nel territorio Brindisino, affinchè la stessa possa riportare a livello governativo le numerose problematiche che si andranno sinteticamente ad elencare.

Nello specifico segnalerò alla Segreteria che l’indotto aerospazio, da sempre fiore all’occhiello della produzione nazionale, rischia un arresto sulla produzione e sull’intero indotto che potrebbe coinvolgere sino a 1200 Lavoratori; L’industria a Brindisi, complessivamente, attraversa una fase asfittica.  La crisi del sistema produttivo più in generale e la paralisi dei finanziamenti pubblici, determinano crisi economica ed occupazionale anche in settori strategici per il territorio quali l’edilizia e l’artigianato; la partecipata della Provincia di Brindisi, la Società Santa Teresa, non ha ancora la certezza di continuare ad esistere ed in tale incertezza sono coinvolti oltre 120 Lavoratori e le loro famiglie, per ora sono state trovate risorse per un arco temporale molto limitato, ma non vi è ancora un piano aziendale approvato che dia sicurezza di stabilità ai Lavoratori interessati.  

Altra criticità è presente nella partecipata del Comune di Brindisi la Multiservizi, dove sono impiegati circa 70 dipendenti che, travolti dalle sorti del loro datore di Lavoro, vivono ancora una fase di incertezza lavorativa; gli LSU della Provincia di Brindisi per un numero non inferiore a 247, fra i quali vi sono anche i 78 lavoratori applicati presso il Comune di Brindisi, alla luce della normativa in vigore, nonché della convenzione Regionale sottoscritta con il Ministero del Lavoro, invocano la loro stabilizzazione dopo oltre un ventennio di precariato; nella Pubblica Amministrazione si registrano gravi ritardi ed inefficienze nei processi di stabilizzazione del personale precario, come per esempio accade nelle Autonomie Locali, nella ASL BR e nell’ARPA; nella P.A. regna il caos più totale anche nel nostro territorio a causa delle pseudo – riforme istituzionali fatte dal Governo Renzi che colpiscono la Scuola, l’Ente Provincia, la Camera di Commercio, l’Autorità Portuale, l’Arsenale, il Settore Postale,ecc; altra problematica è rappresentata dalla crisi del sistema creditizio, che rischia falcidiare i livelli occupazionali; in agricoltura continua la serrata lotta  al caporalato di cui alla Legge 199/2016; sul fronte ambientale ancora non si sono fatti passi in avanti qualificandosi ancora la nostra Provincia come area a elevato rischio di crisi ambientale, con una recrudescenza di alcune patologie tumorali ed un calo delle aspettative di vita dei Cittadini residenti. 

Tali evidenze epidemiologiche non trovano risposte nel sistema sanitario pubblico, tenuto conto, oltretutto, che il nuovo piano di riordino ospedaliero penalizza fortemente il nostro territorio nel rapporto pp.ll.x mille abitanti attestandosi al 2,7 a fronte di una media regionale del 3,4.

Nonostante ciò non si risolve neppure il caso delle Bonifiche a Brindisi, atteso che con la legge 426/98 è stato definito il sito di interesse nazionale e perimetrato con Decreto del Ministero dell’Ambiente del 2000.

Il SIN ha un’area complessiva di circa 145 Kmq con 5800 ettari di terra e 5600 ettari di mare. Un territorio smisurato, in rapporto alla dimensione di Brindisi che avanza dalla zona utilizzata dal Polo Chimico sino a Cerano. Le ricerche di caratterizzazione hanno mostrato un inquinamento diffuso della falda freatica dovuta IPA, a metalli pesanti quali arsenico, mercurio, piombo, sostanze inorganiche come nitriti, floruri, idrocarburi. 

Inoltre, nel nostro territorio si taglia anche sulla formazione e sulla ricerca: nel 2016 Enel decide di abbandonare la ricerca, procedendo alla chiusura di un centro ricerca di eccellenza sui residui e sulle tematiche ambientali. Stessa sorte è toccata alla Cittadella della Ricerca per mancanza di risorse economiche.

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