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False giornate lavorative nei campi: tutto organizzato da un brindisino

Ma forse ci sono altre menti. Intanto le ispezioni nelle imprese rilevano la predominanze delle posizioni irregolari

BRINDISI – E’ la statistica che manca spesso nei report e negli studi sull’economia brindisina, eppure è un vero e proprio pianeta a parte, il medioevo che convive con l’innovazione tecnologica. Sono i dati sul lavoro nero e irregolare che emergono dalle attività più recenti del nostro Ispettorato del Lavoro e dei carabinieri del Nil: i controlli rilevano che nelle situazioni prese in considerazione le posizioni conformi alla normativa sono addirittura in numero inferiore a quelle che violano la legge.

Caporalato e truffe

Fa parte di questo scenario anche il radicato fenomeno delle speculazioni e delle truffe sulla previdenza agricola, utilizzate spesso per coprire le attività di caporalato, e in questo caso i braccianti sono anche vittime del sistema dei raggiri ai danni dell’Inps, o per alimentare le posizioni contributive di soggetti appartenenti anche alla malavita. Ci può essere, e in parte c’è tutto questo anche nell’indagine conclusa dai carabinieri del Nil (il nucleo che opera presso l’Ispettorato), e dei militari delle 23 stazioni e della quattro compagnie territoriali del comando provinciale di Brindisi.

Una indagine che ha preso in considerazione le relazioni dell’Inps sulle situazioni sospette del periodo 2012-2016, e che si è conclusa per ora con 317 denunce tra le quali quella di un 50enne di Brindisi, legale rappresentante e proprietario di un’azienda agricola. Il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Brindisi, che ha coordinato il complesso lavoro di verifica basato come già detto sui dati di Inps e sulle ispezioni condotte dall’Itl (Ispettorato territoriale del lavoro).

Gli affitti falsi dei terreni agricoli

Il sistema adottato dall’autore materiale della truffa era già stato sperimentato e applicato altre volte, nel Brindisino. Essendo perfettamente consapevole che la superficie agraria della sua proprietà non avrebbe potuto giustificare più di 5mila giornate lavorative annue, il soggetto in questione aveva fittiziamente affittato una serie di altri terreni coltivati perlopiù a carciofeti, espandendo a circa 70mila le giornate denunciate all’Inps.

Di questi falsi contratti di affitto gli intestatari delle colture risultanti dalla documentazione si sono dichiarati assolutamente all’oscuro, disconoscendo le firme in calce agli stessi. Con tale sistema, invece di mille giornate lavorative annue, il 50enne brindisino ha potuto denunciarne all’Inps, come impresa agricola, 12mila, per il totale nel quinquennio già menzionato poc’anzi.

Truffe all'Inps - Falsi braccianti, la conferenza stampa (2)-2-2

Anche pregiudicati tra i beneficiari

Tra l’altro, gli accertamenti, svolti in stretta simbiosi tra il Nil e le stazioni territoriali dei carabinieri per identificare  tutte le persone coinvolte, “hanno anche evidenziato che, dei 317 falsi braccianti agricoli denunciati, 231 sono donne (ovvero ben il 73%, cui spetta, come detto, anche la corresponsione dell’ulteriore indennità di maternità) e 143 (quindi il 45%) annoverano pregiudizi, anche gravi, di polizia”.

In altre circostanze del passato, si è poi appurato che molti dei braccianti in effetti avevano davvero lavorato, ma sotto caporale e in aziende agricole compiacenti anche di regioni o province vicine, che non comparivano nelle documentazione inviata all’Inps. In sostanza, la truffa serviva per garantire comunque una quota di giornate lavorative annue alla mano d’opera sfruttata. Ma non è stata comunicata da parte degli investigatori la possibilità che anche in questo caso sia potuto avvenire ciò.

Di certo, hanno detto stamani i carabinieri del comando provinciale di Brindisi e del Nil, è molto forte il sospetto che oltre all’imprenditore agricolo che aveva compilato le denunce all’Inps vi possano essere altre persone, definite “burattinai”. Si vedrà. Ma veniamo alle statistiche del lavoro nero e irregolare scaturite dall’attività ispettiva di Nil e Itl per il 2017 e per i primi mesi del 2018.

Le statistiche sul lavoro nero e irregolare

Nel 2017 su 1760 pratiche definite dagli ispettori del lavoro in provincia di Brindisi 568 sono risultate regolari, e ben 1192 irregolari, esattamente il 67,73 per cento. Le pratiche definite nello stesso periodo dai carabinieri del Nuil invece sono state 438, delle quali 110 regolari e 328 irregolari, il 74,89 per cento. Il totale delle ispezioni di cui sono state definite le pratiche sono state nel 2017 dunque 2.198, con una percentuale di irregolarità del 69,15 per cento. I lavoratori in nero scoperti sono stati 701 e le violazioni delle n orme di sicurezza 580, con 112 sospensioni dell’attività aziendale disposte in conseguenza di ciò, oltre alle sanzioni previste.

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