Cronaca

Tagli al centro di ricerca dell'Enel: i sindacati non escludono lo sciopero

Crescono le preoccupazioni dei lavoratori del Centro di ricerca Enel. I sindacati Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil hanno preannunciato attraverso nota stampa lo volontà di proclamare lo stato d'agitazione, senza scartare l'ipotesi di uno sciopero, a seguito del "continuo depauperamento del Centro Ricerca di Brindisi, con la perdita di oltre il 40 per cento di posizioni lavorative"

BRINDISI – Crescono le preoccupazioni dei lavoratori del Centro di ricerca della centrale Enel "Federico II". I sindacati Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil hanno preannunciato attraverso nota stampa lo volontà di proclamare lo stato d’agitazione, senza scartare l’ipotesi di uno sciopero, a seguito del “continuo depauperamento del Centro Ricerca di Brindisi, con la perdita di oltre il 40 per cento di posizioni lavorative, negli ultimi due anni e  il perdurante calo di risorse finanziarie per le attività”.

La questione è stata affrontata ieri (23 settembre) durante un’assemblea conclusasi fra l’altro con l’approvazione all’unanimità della “piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto di settore”. 

Secondo i sindacalisti, l’azienda starebbe “contravvenendo anche a una serie di impegni di potenziamento e rilancio che il gruppo Enel aveva assunto nel tempo con sindacato e istituzioni locali, nonostante, i notevoli carichi di lavoro per attività strategiche e di diretto interesse della generazione globale di Enel per monitorare, valutare e limitare gli impatti ambientali e sanitari degli insediamenti industriali/energetici sull’intero nazionale”. 

Nella nota viene rimarcata l’importanza delle attività svolte dal Centro ricerca, fra cui le “caratterizzazioni chimiche di tutte le matrici ambientali (suolo, acqua, aria, residui) e del particolato atmosferico e servizi specialistici anche legati a procedure Aia interagendo e/o collaborando con istituti di ricerca, università e organismi pubblici di controllo quali ad esempio, Ispra, Arpa”.

I sindacati si sono appellati al prefetto, inoltrando la procedura di attivazione del tavolo di confronto preventivo presso la prefettura di Brindisi. Su mandato dell’assemblea dei lavoratori, a questo punto,  le organizzazioni sindacali potranno procedere con: la richiesta di “una convocazione urgente del tavolo di Osservatorio per le Politiche Industriali, Ambientali ed Occupazionali di Enel”; “la proclamazione dello stato di agitazione e di mobilitazione nei confronti dell’Azienda, incluso lo sciopero dei lavoratori”; la formalizzazione “della situazione che si è determinata ai rappresentanti istituzionali del territorio che nel tempo hanno sottoscritto Convenzioni e Protocolli correlati alla presenza del Gruppo Enel nel territorio”.

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